Saltano prima e replica della Forza del Destino, diretta da Zubin Mehta, in pericolo due concerti e balletti Motivo: il rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti Protestano anche i laboratori di scenografia. Aspettano da tempo un coordinatore: stop a oltranza per 15 minuti al giorno A Firenze, però, si aggiunge unulteriore protesta. Da oggi, i laboratori di scenografia delle Cascine si asterranno dal lavoro un quarto dora al giorno, ad oltranza, «fino a quando la direzione del teatro non risolverà il problema dellassenza di una figura che coordini e rilanci la nostra attività». Il sovrintendente Francesco Giambrone dichiara «di aver preso atto da tempo di un problema annoso, che è nostra intenzione risolvere al più presto». Gli scioperi destinati a sconvolgere la programmazione di tutte le fondazioni italiane? Giambrone non rilascia dichiarazioni, preferisce aspettare lesito dellincontro tra tutti i sovrintendenti delle fondazioni lirico-sinfoniche dItalia, oggi a Roma. Riunione che dovrebbe avviare la discussione sulla piattaforma di contratto nazionale di lavoro presentata la settimana scorsa da Cgil, Cisl, Uil, Fials. E proprio al contratto, sia nazionale che integrativo, è legato uno dei motivi clou dello sciopero nazionale. La legge Asciutti, contro cui da due anni i dipendenti delle fondazioni si battono, prevede che il rinnovo del contratto integrativo possa avvenire previa la stipulazione di quello nazionale; per i contratti aziendali, recita la legge, «non possono essere utilizzate da ciascuna fondazione risorse finanziarie superiori al venti per cento delle risorse finanziarie occorrenti per il contratto collettivo nazionale di lavoro, fermo restando il reperimento delle risorse occorrenti nel rispetto del principio di pareggio del bilancio». La reazione dei sindacati è durissima: «Sappiamo tutti che il pareggio del bilancio da molti anni è un sogno per le fondazioni lirico-sinfoniche - ha detto ieri, allassemblea dei lavoratori del Comunale, Luciano Di Labio della Fials - oggi lintegrativo dei dipendenti del Maggio copre il 40 per cento dellintera busta paga, con il rinnovo il nostro stipendio si abbasserà di circa 400 euro; ma in altri teatri, dove lintegrativo copre il 60 per cento della retribuzione mensile, i risultati saranno più drammatici». Le legge Asciutti, dicono i sindacati, «azzera tutti gli integrativi firmati sino ad oggi. Noi non chiediamo soldi in più. Vogliamo difendere ciò che abbiamo conquistato in 25 anni di contrattazione, e che ora si vuole cancellare con un colpo di spugna». Le insistenze, da parte del governo, di un accordo il più veloce possibile riguardo al contratto nazionale, spinge Enrico Sciarra, della segreteria nazionale della Fials, a porsi due domande: «Forse si vuole mettere pesantemente mano alle nostre buste paga? E perché lerogazione di quei 18 milioni di euro destinati alle fondazioni lirico-sinfoniche è subordinata alla firma del nuovo contratto?». Nel mirino di Sciarra i sovrintendenti e con loro Salvatore Nastasi, già commissario straordinario al Comunale, dove è riuscito nellobiettivo di far quadrare i conti: «Nel 2005 i sovrintendenti italiani chiesero un aiuto al governo, visti i 150 milioni di euro totali di deficit che avevano accumulato. Nacque così la famigerata legge Asciutti, di cui Nastasi è il primo firmatario, e non si è mai visto che un direttore generale dello spettacolo assuma gli incarichi di commissario nelle fondazioni con il bilancio disastrato. Il risultato? Quella legge non colpisce i sovrintendenti, primi responsabili dei buchi in bilancio, ma i lavoratori». Anche per questo, nella piattaforma di contratto nazionale presentata dai sindacati «chiediamo - conclude Sciarra - che i lavoratori abbiano possibilità di controllo sui conti delle fondazioni attraverso un rappresentante nel consiglio damministrazione, senza diritto di voto». La Scala ha un ruolo strategico in tutta la bagarre. Londata di protesta è partita da qui, «grazie a Milano, oggi possiamo essere ascoltati» dicono i sindacati. Peccato però che il tempio dellopera italiana preferisca giocare da solo. Al coordinamento nazionale dei sindacati che, il 15 novembre, ha partorito la dichiarazione di sciopero, erano presenti rappresentanti di tutte le fondazioni lirico sinfoniche. Della Scala, nessuno.
TEATRI - FIRENZE - Scioperi a catena al Comunale
I dipendenti delle fondazioni lirico-sinfoniche italiane si sono riuniti per protestare contro la legge Asciutti, che prevede che il rinnovo del contratto integrativo possa avvenire previa la stipulazione di quello nazionale. I sindacati chiedono il rinnovo del contratto nazionale e l'introduzione di un coordinatore per i laboratori di scenografia. La direzione del teatro di Firenze ha promesso di risolvere il problema, ma i lavoratori continuano a scioperare. La legge Asciutti è stata criticata dai sindacati, che affermano che azzera tutti gli integrativi firmati sino ad oggi. I sovrintendenti e i dirigenti delle fondazioni sono stati criticati per aver contribuito al deficit dei bilanci.
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