Basta bancarelle nelle piazze d'arte «Il mercato dei souvenir ormai è impresentabile» -------------------------------------------------------------------------------- Il ministro dei beni culturali Francesco Rutelli non li vuole nei centri storici e, tanto meno, in prossimità dei monumenti, ma la battaglia contro i venditori ambulanti non sarà facile. Le città d'arte toscane stanno relazionando il vicepresidente del Consiglio che recentemente ha fatto pervenire alle Sovraintendenze una direttiva «per riqualificare le aree urbane anche attraverso una rivisitazione delle autorizzazioni delle amministrazioni comunali che riguardano l'esercizio delle attività commerciali». Non si va al muro contro muro. Rutelli infatti precisa: «Non abbiamo l'intenzione di mettere nessuno sulla strada, però vogliamo lasciare ai cittadini e ai turisti il godimento del nostro patrimonio senza quel caos che da diverse parti d'Italia ci viene segnalato». Un discorso che sembra ritagliato apposta per alcune realtà toscane. Il Sovraintendente ad interim di Lucca, Bruno Santi, non è preoccupato. La città ha risolto il problema del mercato bisettimanale degli ambulanti trasferendolo sotto le gradinate dello stadio. Ma da Porta Elisa, dove gli ambulanti vorrebbero rimanere, fra pochi pochi mesi se ne dovranno andare perché i cittadini protestano: il traffico sulla tangenziale esterna alle Mura è nel caos. Santi non ha preso ancora in considerazione l'eventualità: «Finora non ci è pervenuta nessuna domanda di trasferimento del mercato». Il mercato però tornerà in via dei Bacchettoni e qui la Sovraintendenza dovrà fare molta attenzione perché siamo nelle vicinanze di beni di grande valore, dal complesso di San Ponziano, al museo di villa Guinigi, fino al complesso di San Francesco. E se in via dei Bacchettoni ci saranno gli ambulanti, verrà meno l'unica area di parcheggio della zona. Altre situazioni di difficoltà, a Lucca, sono in piazza San Giusto per il mercato dei libri, ma soprattutto, in prossimità delle grandi feste, in piazza San Michele, invasa da banchi in struttura metallica che oscurano la visuale della stessa chiesa. «E qui non è facile coniugare gli interessi degli ambulanti con quelli dei turisti e della città - dice il dottor Santi - come è stato fatto ad esempio a Praga dove hanno armonizzato le strutture commerciali con lo stile architettonico delle piazze». A Lucca siano infatti in presenza di stili architettonici molto diversi». Situazione diversa a Pisa, dove il problema del mercato bisettimanale, che una volta era in pieno centro storico (piazza San Paolo all'Orto) da qualche anno è stato spostato sulla direttrice di via Paparelli, fuori porta San Zeno. Ma a Pisa il vero nervo scoperto è piazza del Duomo. Per questo la Sovraintendenza ha considerato la direttiva di Rutelli un invito a nozze. All'ombra della Torre pendente si è creata una situazione assurda. In una delle piazze simbolo della cristianità nel mondo, una cinquantina di bancarelle, allineate, senza soluzione di continuità, fronteggiano la Torre, la cattedrale e il battistero, quasi coprono l'ingresso al museo delle sinopie. Altro che cacciata dei mercanti dal tempio... La relazione chiesta da Rutelli è pronta. L'architetto Marta Ciafaloni ci ha lavorato per diversi giorni e qualche volta anche di notte pur di fornire una fotografia esauriente e tempestiva al ministro: «E' una situazione di degrado contro la quale finora non c'è stato niente da fare. Non servì a suo tempo l'intervento della magistratura, non ce la fece l'allora ministro Giuliano Urbani che addirittura ordinò lo sgombero per scritto». Tuttavia alla Sovraintendenza, adesso, si respira un clima di un certo ottimismo. La congiuntura è favorevole perché il Comune ha scelto l'architetto David Chipperfield per recuperare la grande area dell'ex ospedale Santa Chiara che confina con la piazza dei Miracoli. «Potrebbe essere l'occasione giusta per trovare una soluzione», dice l'architetto Marta Ciafaloni, che pure non si nasconde le difficoltà e le resistenze di quella che è divenuta una vera e propria lobby del souvenir. «Nei requisiti richiesti ai progettisti - ricorda l'assessore all'urbanistica Beppe Sardu - c'era anche la necessità di individuare nell'area del Santa Chiara uno spazio per i mercati, pensando alle bancarelle di piazza del Duomo e non solo ad esse. Chipperfield ha proposto un loro inserimento nell'asse di attraversamento che da via Paolo Savi andrà fino alla piazza dei Miracoli, dunque una collocazione vicina ma interna all'area dell'ex ospedale». Alla Sovraintendenza pisana sarebbero contenti: il problema è di non considerare più piazza del Duomo il baraccone del turismo, ma di ripristinare il suo valore storico, monumentale e architettonico. «Per questo - dice l'architetto Ciafaloni - la collocazione è importante, ma lo sono anche la riqualificazione della stessa struttura delle bancarelle e la migliore e diversa qualità della merce». Non c'è dubbio in effetti che siamo lontani mille miglia dai canoni del buon gusto. Il mercato del souvenir si è andato via via trasformando in una sagra dell'impresentabile: shorts e magliette delle squadre di calcio, della Ferrari, ma anche scritte e figure sessuali che vorrebbero essere ironiche e invece sono soltanto oscene e qualche volta triviali. Alla piazza del Duomo si chiede di voltare pagina. Anche questo sarebbe un miracolo.