La proposta dellaudizione trova freddo Chiamparino. La sovrintendente Pittarello: "Serve un approfondimento tecnico" -------------------------------------------------------------------------------- Unaudizione in parlamento sul grattacielo Intesa-Sanpaolo. Dopo la lettera pubblica su Repubblica, Pietro Folena, presidente della commissione Cultura della Camera, è deciso ad invitare a Roma tutti i protagonisti della vicenda per discutere della questione. Riunione non per prevaricare le competenze della città, ma per discutere degli effetti che la torre può provocare, non solo su Torino, ma a catena anche su altre città italiane sul fronte del paesaggio e della tutela storica. A Roma, oltre allarchitetto Renzo Piano, saranno chiamati il sindaco Sergio Chiamparino, i comitati che si oppongono alla costruzione dei grattacieli e i vertici della banca. Uniniziativa che non convince tutti, ad iniziare dal primo cittadino, che preferisce non commentare la lettera e le richieste di Folena. Ed anche tra i capigruppo della Sala Rossa cè chi la vive come unintromissione da parte della Camera in questioni che riguardano solo la città. Soprattutto nella Cdl. In testa Michele Coppola, esponente di Forza Italia e vicepresidente del consiglio: «Da parte del parlamento cè un tentativo di delegittimare le scelte di Torino. Quella di Folena mi sembra uniniziativa bizzarra. Al massimo ci può chiamare a Roma per fare un giro dei palazzi». Sulla stessa linea il capogruppo di An, Agostino Ghiglia: «Si tratta di uniniziativa discutibile a livello istituzionale, oltre che politico. Mi sembra solo uno spreco di tempo. È un interferenza offensiva». Più aperta al dialogo la maggioranza di centrosinistra. Il capogruppo dellUlivo, Andrea Giorgis, accetta, anche se in maniera tiepida: «Non riesco a capire quali benefici possa portare una discussione a livello parlamentare, ma chiunque abbia la voglia di approfondire i temi e contribuire a sciogliere i nodi è ben accetto». Sì convinto da parte di Rifondazione, Sinistra Democratica e Comunisti Italiani. «Qualsiasi confronto è utile - dice Luca Cassano, leader di Rc - mi sembra poi che si sottovaluti il fatto che quello di Torino potrebbe essere un precedente per altre città. Si tratta di una torre vicina al centro storico e ad altri Comuni potrebbero seguire lesempio». Anche Monica Cerutti, capogruppo di Sd, è convinta «che unaudizione alla Camera sia un passaggio utile», così come Domenico Gallo, capogruppo dei Comunisti: «Non è uninterferenza, anzi, serve ad arricchire la discussione, senza mettere in discussione le prerogative della giunta e del consiglio comunale». A Roma sarà convocata anche Liliana Pittarello, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici, che rivendica un approfondimento tecnico. «Sono arrivata da pochi mesi e non riesco a capire quali siano le regole - spiega - sul grattacielo Intesa-Sanpaolo si sta discutendo sui giornali e in consiglio comunale, ma non in una sede tecnica, dove si faccia unistruttoria. E poi la questione non riguarda solo la torre della banca, ma tutte quelle che si vogliono realizzare, ben quattro. Credo che sia necessario un approfondimento complessivo sullimpatto di tutte le strutture allinterno di un comitato tecnico urbanistico». Secondo la Pittarello si può avere un passaggio a livello romano, «ma credo che anche la discussione politica debba basarsi su un quadro tecnico di base. Questo esiste? Ho chiesto delucidazioni, spero di riceverle nei prossimi giorni». Sul grattacielo Intesa-Sanpaolo, per consentire di sfondare la quota dei 150 metri, come da ultima variante al piano regolatore, è necessario che il consiglio comunale approvi una nuova modifica. Non sarà così, invece, sul grattacielo progettato da Massimiliano Fuksas come sede unica degli uffici della Regione. A decidere tutto sarà un accordo di programma con il Comune, accordo che potrà stabilire anche le altezze in deroga al piano regolatore. Un modo per accelerare i tempi, un percorso innescato dalla Regione, un sistema che preoccupa i partiti, come Rifondazione e Sinistra Democratica, contrari ad una crescita verticale della città incontrollata. Il documento, una volta firmato dallassessore allUrbanistica, Mario Viano, dovrà essere ratificato dalla Sala Rossa, senza discussione o possibilità di modifiche: «È un prendere o lasciare - dice Cerutti - che ci preoccupa». (d. lon.)