Professionisti ogni giorno in campo per la difesa dei paesaggi Sarà pubblicamente esplicitata, con l'incontro in Via del Collegio Romano, sede del ministero per i beni e le attività culturali, la reciproca stima fra il Consiglio nazionale dei geometri e il ministro Francesco Rutelli. Ciò a conferma del fatto che le notizie riportate dalla stampa in merito a quanto accaduto ad Assisi, in occasione del convegno organizzato dal Fondo italiano per l'ambiente, non hanno intaccato i buoni rapporti ma, al contrario, hanno avuto l'esito di rafforzare l'impegno a collaborare. Ai chiarimenti richiesti con missiva inviata al ministro dal presidente del Consiglio nazionale geometri, Piero Panunzi, Francesco Rutelli ha dichiarato piena disponibilità. «Sarò lieto d'incontrare una vostra delegazione», queste le parole scritte dal ministro, «nella mia qualità di vicepresidente del consiglio e ministro per i beni e le attività culturali». Quanto accaduto ad Assisi nei giorni scorsi, aveva suscitato nell'animo di tutti i geometri un comune e condiviso sentimento di sorpresa e di sgomento. Infatti, il giudizio desumibile dalle parole pronunciate dal ministro e riecheggiate da alcuni media nazionali è stato molto negativo; soprattutto per il fatto che, per quanto non voluto, avevano innescato la miccia per far riesplodere posizioni secolarizzate, luoghi comuni e falsità storiche. Il Cng, con la consapevolezza del fatto che geometri hanno lavorato sempre in modo esemplare, accompagnando al meglio lo sviluppo sociale ed economico dell'Italia, non ha ritenuto di infilarsi a capofitto all'interno di una polemica sterile i cui risvolti non sarebbero stati utili né al paesaggio, né al popolo italiano. Nella lettera a Rutelli, Panunzi ha tenuto a precisare «tutti sanno che quanto è stato dichiarato non risponde a vero. Quindi, lasciamo ad altri le aggressioni cannibalesche e il tentativo di convincere alcuno che i geometri "sarebbero i responsabili dei mali del paesaggio. Infatti, contrariamente a quanto affermato da intervenuti al convegno, il geometra non è accondiscendente nei confronti dei suoi clienti, permettendo loro di fare quanto desiderato. Egli opera nel rispetto delle leggi. I progetti dei geometri, come quelli delle altre categorie, passano al vaglio delle autorità preposte al rilascio di nullaosta, permessi e autorizzazioni. Ciò avviene, almeno dall'anno 1942, sulla base di pianificazioni urbanistiche di dettaglio, di regolamenti e di norme tecniche di attuazione che sono adottati dai comuni sulla base di elaborati redatti da tecnici laureati. Il geometra è un tecnico che lavora all'aperto, misura e scandaglia il territorio, lo rappresenta graficamente, ne conosce le vocazioni e le criticità. Le sue competenze in materia di costruzioni civili sono state, forzatamente e in modo giudizialmente controllato dalle altre categorie, limitate all'edilizia minore. Quindi, nessuna responsabilità può essere posta a suo carico in relazione alle grandi problematiche lamentate ad Assisi, in occasione del convegno Fai e che costituiscono la vera piaga dell'ambiente in Italia: periferie super edificate divenute focolai della emarginazione e del disagio; iper centri commerciali; industrie inquinanti; cave che feriscono i versanti, discariche, centri direzionali e residenziali volani di speculazioni. Inoltre, senza voler strumentalizzare i recenti, tremendi e penosi fatti di cronaca che hanno svelato un mondo di baraccopoli, città nelle città, vere e proprie ferite alla dignità umana, prima ancora che al prestigio dell'ambiente, ci si pone una domanda; chi controlla il territorio? Una cosa è certa, in tutto questo il geometra non c'entra. Quella dei geometri è la categoria che si è occupata da quasi 80 anni della edilizia di necessità e delle costruzioni di modesta entità che, con vari rapporti di grandezza a livello locale, di ripetizione coordinata nello spazio di forme, volumi, colori, costituiscono elementi caratteristici delle vedute e contribuiscono, con la loro peculiarità, a contraddistinguere l'identità locale e regionale dei paesaggi. Esse, piaccia o non piaccia, sono parte di quel riflesso della storia, delle condizioni sociali e dell'integrazione tra l'uomo e la natura a cui, per altro, la convenzione europea sul paesaggio garantisce protezione quale elemento caratterizzante la identità dei luoghi. Quindi, dire «Basta con l'Italia dei geometri» potrebbe risultare anche un grave errore strategico». «Non penso che i rappresentanti di una professione seria, concreta e affidabile come i geometri», ha scritto Rutelli nella lettera di risposta al Cng, «possano abboccare a qualche titolo di giornale. Quei titoli sono certamente l'indizio di un pregiudizio verso la vostra categoria, e non vanno sottovalutati. Ma certo non si può risolvere il problema prendendo a pretesto una parola, mal riportata, di Rutelli. Poiché quella parola era parte di un discorso credo, assolutamente corretto. Certamente critico verso molte responsabilità degli ultimi decenni: della politica, delle istituzioni locali, regionali e statali, della cultura italiana, di categorie professionali che non hanno fatto una battaglia etica, né strategica, per la qualità della progettazione nella trasformazione del territorio. Ho spiegato pubblicamente che la mia esperienza di collaborazione con i geometri e le loro rappresentanze è stata ottima, non solo nei sette anni di sindaco di Roma; che ho stima nei vostri confronti sul piano tecnico-professionale». Quindi, entro la prima decade di dicembre sarà svolto l'incontro auspicato dal Cng e voluto dal ministro Rutelli «per ascoltare suggerimenti e proposte rivolte al governo da parte della categoria dei geometri. Così, dallo spiacevole episodio, si potrà ricavare qualche risultato positivo».
Geometri a tutela dell'ambiente Dopo le polemiche di Assisi il vicepremier Rutelli ammette la sua stima per la categoria
Il ministro per i beni e le attività culturali, Francesco Rutelli, ha espresso la sua disponibilità a incontrare il presidente del Consiglio nazionale dei geometri, Piero Panunzi, per discutere delle notizie negative riportate dalla stampa in merito a quanto accaduto ad Assisi durante il convegno Fai. Panunzi ha scritto una lettera al ministro, in cui ha precisato che le affermazioni negative non sono vere e che i geometri non sono responsabili delle problematiche ambientali dell'Italia. Il Cng ha richiesto un incontro con il ministro per discutere suggerimenti e proposte rivolte al governo da parte della categoria dei geometri. L'incontro è previsto per la prima decade di dicembre.
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