Quello che comincia oggi a Firenze sarà un appuntamento importante per biblioteche e archivi d'Italia; quattordicimila quelli censiti dall'Anagrafe nazionale, un panorama complesso per storia e tipologia che comprende luoghi celebri (la Braidense di Milano, la Nazionale di Firenze, la Centrale di Roma) e piccole realtà «disperse» sul territorio. SVOLTESono proprio loro i «protagonisti» della IV Conferenza nazionale delle biblioteche che si tiene (fino a venerdì) al Palaffari. Un appuntamento che, stavolta, viene a coincidere con un momento di passaggio. In cui Stato e Regioni stanno cercando di trovare un difficile equilibrio su «cosa fare» e «come fare» in materia di biblioteche e archivi. A Firenze si cercherà in particolare, spiegano gli organizzatori, di fornire «una panoramica sui principali progetti promossi per favorire la fruibilità del patrimonio bibliografico e documentario del nostro Paese». QUESTIONISi passerà così «dallo stato della catalogazione dei manoscritti in Italia» alla questione dei «cataloghi in rete», dal recupero delle raccolte antiche alla promozione della lettura. Con un occhio particolare a quella legge del 18 ottobre 2001 che all'articolo 3 sancisce, da una parte, come lo Stato abbia «legislazione esclusiva in materia di tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali» mentre all'articolo 4 «disciplina forme di intesa e coordinamento fra Stato e Regioni sulla stessa materia». INCERTEZZE Nascono da questa legge le incertezze nel settore. Un esempio per tutti: chi si occupa di collezioni di libri ha oggi a che fare con lo Stato, chi di un libro come «bene singolo» ha invece rapporti con la Regione. Ma non basta, è solo dello scorso ottobre l'appello accorato dei bibliotecari italiani per scongiurare l'accorpamento voluto dal ministro Urbani di biblioteche e archivi ai locali «Dipartimenti per le antichità, le belle arti, il paesaggio». Attualmente il consiglio dei ministri ha «licenziato» il testo che prevede tre dipartimenti (tutela; sport e spettacolo; ricerca e innovazione), un testo ancora in sosta alla «Bicameralina» (l'approvazione dovrebbe arrivare verso il 10-15 di questo mese) ma che potrebbe rivelare sorprese. Il progetto nella lettera veniva così stigmatizzato: «una disastrosa disarticolazione che porterebbe ad una immeritata emarginazione del settore, anche dal punto delle risorse umane e finanziarie» (la stessa lettera parlava di 190 istituti, circa seimila dipendenti e di oltre 100 milioni di euro di finanziamenti). PANORAMI Sono dunque 14 mila le biblioteche e gli archivi d'Italia. Di queste le più conosciute («la punta dell'iceberg» come la definisce il direttore generale per i beni librari Francesco Sicilia) sono le Statali che da sole contano su un patrimonio di oltre quaranta milioni di esemplari tra cui manoscritti, incunaboli, edizioni a stampa, periodici, spartiti, mappe carte geografiche incisioni, stampe e altro, L'Istat in una ricerca dello scorso giugno (commissionata dall'Aib) ha identificato «un universo costituito da biblioteche soprattutto di piccole dimensioni» (la massima concentrazione si ritrova in Lombardia, 20,9, la minima in Val d'Aosta, 0,9), con scarse dotazioni tecnologiche (solo il 20 ha un sito web). QUESTIONI - Sempre l'Istat ha evidenziato come, per i lettori, «la localizzazione sul territorio conti poco rispetto al patrimonio in volumi delle biblioteche». Anche per questo, assicura Sicilia, il convegno «dovrà segnare il rafforzamento della collaborazione tra le biblioteche, una collaborazione sempre più per progetti e non per territorio». Biblioteche e archivi «non dovranno più essere incastonati nel luogo di provenienza» ma dovranno guardare oltre puntando su Internet anche per contenere i costi. EQUILIBRI «Le biblioteche in questo tiro alla fune tra Stato e Regioni possono rappresentare un modello», afferma Marco Cammelli (ordinario di Diritto amministrativo all'Università di Bologna). Perché nell'attuale gestione (sia pur con le carenze) «sì è raggiunto un equilibrio per certi versi paradigmatico: da una parte ci sono strutture centrali che gestiscono (il Sistema bibliotecario nazionale) e elaborano le strategie, dall'altra realtà locali che mettono in pratica queste strategie ». In quello che il professor Cammelli chiama «un equilibrio tra Stato e Regione, senza prevaricazione». Concludendo: «se il ministero avesse pensato a una propria riforma non come qualcosa di specifico ma come qualcosa che toccava interessi più generali, si sarebbero potuti evitare molti errori». PROGETTIA testimonianza della validità dell'attuale politica della Direzione dei beni librari, Sicilia e i suoi collaboratori citano infine un progetto in via di realizzazione: quello della ricostruzione virtuale della Biblioteca di Re Mattia I Corvino (1443-1490). La ricomposizione virtuale della sua Biblioteca (che verrà presentata al pubblico il 15 novembre) sarà il primo progetto europeo che vedrà l'Ungheria come nuovo membro effettivo della comunità. Con l'Italia di biblioteche e archivi a fare da protagonista. L'incontro. Conferenza nazionale delle biblioteche» si svolge al Palaffari di Firenze (da oggi fino a venerdì 7) L'appuntamento è dedicato a «Le trasmissione della conoscenza in un sistema articolato dì competenze». Tra i temi all'ordine del giorno; biblioteche e riforme istituzionali, salvaguardia dei manoscritti, raccolte antiche e collezioni del Novecento