Le bancarelle piene di borse taroccate o colorati souvenir dovranno stare a debita distanza dalle colonne di San Pietro, dai piccioni di piazza San Marco,i capitelli della valle deiTempli, le gioiellerie del Ponte Vecchio. È lobiettivo della direttiva del 9 novembre firmata dal ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli (pubblicata nella «Gazzetta Ufficiale» n. 269 del 19 novembre) che invita direzio ni regionali e soprintendenze ad «assumere ogni iniziativa di compentenza per garantire la puntuale attuazione» degli articoli io e 52 del Codice dei beni culturali (decreto legislativo 422004). Lobiettivo è cercare di arginare ivenditori ambulanti nelle aree di valore storico o artistico. Direzioni regionali e soprintendenze hanno 30 giorni di tempo a partire dalla pubblicazione in «Gazzetta» per dar conto al ministro delle iniziative che saranno avviate. In realtà, secondo larticolo 52 sono i Comuni, «sentito il soprintendente», a dover «vietare o sottoporre a condizioni particolari lesercizio del commercio» nelle aree pubbliche che hanno valore archeologico, storico, artistico e ambientale. Linvito di Rutelli agli uffici del suo ministero potrebbe, dunque, incentivare le delibere dei sindaci. La direttiva impone a direzioni regionali e soprintendenze «di attivarsi» e coordinarsi con amministrazioni comunali, entilocali e autorità di pubblica sicurezza. Lo scopo è la riqualificazione delle aree urbane, «anche attraverso - si legge nella direttiva - una complessiva rivisitazione del contesto autorizzativo da parte delle amministrazioni comunali». La posizione di Rutelli è chiara. Nelle premesse del provvedimento si parte dalla constatazione della «situazione di crescente e grave degrado urbano a causa della crescita del fenomeno del commercio ambulante autorizzato e dellimpatto intollerabile di quello abusivo nelle città darte e, in particolare, neí centri storici di dette città». Anche perché «nella maggior parte dei casi lesercizio dellambulantato è privo di qualsiasi legame effettivo e giustificabile con il contesto culturale ed archeologico in cui si colloca». Sulla stessa linea del ministro è Confesercenti che «apprezza limpegno» di Rutelli. «La direttiva - sostiene lassociazione - è giustamente ispirata allesigenza di proteggere il valore artistico, storico ed ambientale di molti luoghi a forte vocazione turistica dallassalto delle attività commerciali ambulanti abusive, spesso avulse dal contesto in cui operano». Confesercenti avverte però «che occorre evitare che lattività di ricognizione e razionalizzazione vada a colpire anche attività commerciali correttamente inserite nei centri storici e nelle città darte dei quali rappresentano una importante componente culturale».
Gita darte, non di ambulanti
Il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli ha firmato una direttiva che invita le direzioni regionali e le soprintendenze a prendere iniziative per garantire la puntuale attuazione degli articoli 52 del Codice dei beni culturali. L'obiettivo è arginare gli venditori ambulanti nelle aree di valore storico o artistico. Le direzioni regionali e le soprintendenze hanno 30 giorni per dar conto al ministro delle iniziative che saranno avviate. La direttiva impone anche la coordinazione con le amministrazioni comunali, enti locali e autorità di pubblica sicurezza per la riqualificazione delle aree urbane.
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