ROMA - Nellaustera e umbertina biblioteca del ministero dei Beni culturali scatta perfino lapplauso. Scoperto il Lupercale, lantro in cui Romolo e Remo sarebbero stati allattati dalla lupa. Trovata, alle falde del Palatino, appena sotto la Domus di Augusto, la famosa grotta della tradizione nella veste voluta dallimperatore Augusto, un santuario ipogeo circolare simile a un ninfeo così come lo aveva descritto nel I secolo dellera volgare lo storico Dionigi di Alicarnasso («Antichità romane», libro I, 79, 8). Ad annunciare la scoperta, a fianco degli archeologi della Sovrintendenza, il ministro Francesco Rutelli. dl mito diventa realtà», ha detto. E Andrea Carandini, lillustre archeologo in veste di ospite: «Strabiliante, una solidissima ipotesi di lavoro per un obiettivo inaspettato». Lavevano cercato per anni frotte di archeologi, perlopiù dalle parti del Velabro, lungo lattuale via San Teodoro. E invece, il Lupercale si nascondeva sottoterra, allaltezza dellanfico acquitrino della Murcia occupato poi dal Circo Massimo, proprio sotto la Domus di Augusto, un po oltre il sito primordiale delle capanne romulee, incapsulato nelle pendici che declinano verso via dei Cerchi e la chiesa di SantAnastasia. E con un richiamo scherzoso del sovrintendente archeologico Angelo Bottini, accanito battutista, «accanto al partito democratico» che si è accasato da poco nelle vicinanze. A scoprire il Lupercale è stata una sonda, infilata nel terreno sottostante il Portico delle Danaidi, durante i lavori di restauro della Domus di Augusto che riaprirà al pubblico dal prossimo febbraio. La sonda Taser-scan guidata dallingegner Cristiano Russo, collaboratore dello strutturista Giorgio Croci, doveva scandagliare la qualità delle pendici su cui poggia la reggia di Augusto con i suoi affreschi dello «Studiolo» e delle sale del secondo livello a «Festoni» e a «Maschere». Ma sette metri sotto il manto erboso la sonda ha incontrato la cuspide di una struttura ipogea larga sette metri che pian piano si è rivelata coperta da una volta a cassettoni musivi in stile geometrico, con al centro unaquila bianca, attorniata da pareti circolari con nicchie e conchiglie e infine, in basso altri sette metri e mezzo sotto, dotata di un pavimento in cocciopesto. La sonda è penetrata attraverso una piccola parte collassata della volta e ha rivelato le policromie delle tessere musive che adornano il gioiello rimasto sepolto per oltre duemila anni, pieno di terra di riporto. «Il Lanciani aveva identificato il Lupercale in questa area a fine 8oo, ma non laveva trovato», ha spiegato Rutelli. «Corrisponde a ciò che nel 1526 aveva visto lumanista Marliano - ha incalzato il sovrintendente Bottini -. Ha decritto un ambiente sotterraneo con conchiglie e piccole pietre più laquila imperiale». Irene Iacopi, archeologa responsabile del Palatino, ha elencato gli elementi che giocano a favore del riconoscimento: «Geologicamente siamo a livello delle argille lì dove secondo Dionigi di Alicarnasso sgorgavano fonti. Secondo la tradizione letteraria la grotta era alle pendici del Germalo, il settore più sacro del Palatino. Infine, era adiacente al complesso di Augusto, che limperatore nel suo testamento dice di aver sistemato...». E ora? Lo scavo è da portare avanti con grandissima cautela, aggredendo le pendici da sud.
ROMA Romolo e Remo, trovata la grotta
Il Lupercale, il santuario ipogeo in cui Romolo e Remo sarebbero stati allattati dalla lupa, è stato scoperto a Roma. La scoperta è stata annunciata dal ministro Francesco Rutelli e da Andrea Carandini, un illustre archeologo. Il Lupercale si trovava sottoterra, all'altezza dell'acquitrino della Murcia, proprio sotto la Domus di Augusto. La scoperta è stata effettuata durante i lavori di restauro della Domus di Augusto, con l'aiuto di una sonda Taser-scan. La struttura ipogea è stata trovata con una volta a cassettoni musivi, con al centro una quilla bianca, e con nicchie e conchiglie. Il pavimento è stato trovato con un cocciopesto.
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