------------------------------------------------------------------------------ In fondo, la skyline è proprio il volto di una metropoli. Quando si interviene su di essa, quindi, bisogna tenere in massima considerazione lalterazione di quello che si chiama paesaggio urbano. Un paesaggio urbano, poiché è creato dalluomo, è profondamente diverso da un paesaggio naturale. Del resto il cielo è stato "grattato" dalla Mole Antonelliana , dal grattacielo Pirelli, dalla Torre Eiffel, dalle Torri gemelle del World trade center o dallEmpire state building, ed è stata profondamente cambiata lidentità di Torino, Milano, Parigi e New York. Quelle costruzioni sono diventate per le loro città un orgoglio e un elemento identitario. Nessun conservatorismo, quindi. Ma quando si interviene sul paesaggio urbano occorre tenere presente molti equilibri. Il grattacielo Intesa-San Paolo suscita tante perplessità, forse perché a molti non sembra aver tenuto conto dellequilibrio, della bellezza del paesaggio della città di Torino. E forse la manifestazione del bisogno di un grande gruppo bancario di successo di manifestare simbolicamente e fisicamente il proprio potere, nellItalia dominata dalla finanza. Ma basta questo, basta un progetto firmato da Piano, per rendere accettabile unopera tanto imponente? Oggi la legge tutela i monumenti storici ed archeologici e il paesaggio naturale. Si è fatta strada la nozione di "paesaggio culturale", grazie allUnesco. Esistono poi norme di tutela dei centri storici, per la verità non adeguate alloggi, e in generale alla tutela e alla valorizzazione del paesaggio urbanistico nel suo complesso. E una mancanza che va colmata, aprendo una riflessione anche sulla scorta del caso torinese (e dei progetti, più organici e compiuti, di Milano). Per questo la Commissione cultura della Camera è aperta a questo confronto, sentendo tutte le parti in causa, cercando prima di tutto di comprendere. Certo, il Comune è listituzione che decide secondo la legge. Ma mi permetto di dire al sindaco, alla giunta, al consiglio comunale, maneggiando una materia così complessa, di riflettere, di coinvolgere il Ministero per i beni culturali in questa riflessione, e in particolare il Consiglio superiore per avere unopinione, usando, se lo si ritiene, il Parlamento come luogo di mediazione fra conflitti e idee differenti. E lo stesso chiedo ad Intesa-San Paolo. La skyline, il paesaggio urbano di Torino non è solo dellente comune. E un bene comune, più che comunale, di una città che ha ottenuto traguardi importanti in questi anni. Per ciò vorrei che il sindaco, il gruppo bancario Intesa-San Paolo, i comitati sorti contro il grattacielo, lo stesso Renzo Piano le cui architetture sono un vanto italiano nel mondo, potessero interloquire con la nostra Commissione e magari, perché no, cercando una soluzione condivisa, aiutarci ad indicare le linee che fermamente intendo promuovere per una tutela legislativa del paesaggio urbano. Presidente della Commissione cultura della Camera
PIEMONTE - TORINO: parliamo di quelle torri alla camera
La skyline di una città è il suo volto e interventi su di essa richiedono considerazione per l'alterazione del paesaggio urbano. Il paesaggio urbano è diverso da quello naturale e le costruzioni che lo compongono sono diventate un elemento identitario per le città. Il grattacielo Intesa-San Paolo a Torino suscita perplessità per non aver tenuto conto degli equilibri e della bellezza del paesaggio. La legge tutela i monumenti storici e il paesaggio naturale, ma non è sufficiente per la tutela del paesaggio urbano.
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