Con un bando che appare oggi sul suo sito internet, l'Asl Città di Bologna mette in vendita un edificio che rientra in quella parte del suo patrimonio non vincolato ad usi legati al pianeta sanità: è palazzo dei Banchi, completato nel 1568 su progetto del Vignola e protagonista di secoli di storia cittadina là, a fianco della basilica di San Petronio. Fra una quindicina di giorni, anche un altro immobile che appartiene all'Asl, Villa Olimpia, verrà messo in vendita. Per palazzo dei Banchi si batterà un'asta che avrà come cifra base 13 milioni di euro, forse destinati a pagare la ristrutturazione del Maggiore. Poi c'è il disavanzo: un 'buco', nel bilancio dell'Asl, di 100 miliardi di vecchie lire. An è «in allarme». Forza Italia parla di «fatto grave». Rifondazione comunista definisce il progetto «inaccettabile», con cui verrebbe «violato e rotto» l'accordo Prc-Ulivo sull'Asl unica. La possibile vendita di Palazzo dei Banchi ipotizzata dai vertici dell'Asl trova ferma opposizione in alcune forze del mondo politico. Tanto nel centrodestra quanto a sinistra. Per Galeazzo Bignami, capogruppo di An in Comune, si tratterebbe di una decisione «avventata, pericolosa e preoccupante. Non possiamo rimanere inermi di fronte a un annuncio che colpisce tutta la città». L'esponente di An parla di «boutade priva di senso». Cedere immobili per fare cassa «è legittimo, ma qui si tratta di uno dei principali palazzi di Bologna. E nessuno ne sapeva niente. Credo sia importante un confronto con le istituzioni». A questo proposito, An chiede che il direttore generale dell'Asl, Augusto Gavina, venga subito convocato e sentito in commissione. Bignami afferma che, in ogni caso, vendere Palazzo dei Banchi non risolverebbe i problemi dell'Asl. «E comunque non si può usare come tappabuchi. Vorremmo piuttosto risposte e assunzioni di responsabilità sul buco in bilancio». In ogni caso, ironizza amaro Bignami, «se questo è il biglietto da visita di una dirigenza che si candida a guidare l'Asl unica, non ci siamo proprio». Daniela Carella, consigliere comunale di Forza Italia, membro della commissione sanità, parla di «fatto estremamente grave». «E' incredibile che si pensi ad alienare il patrimonio immobiliare per fare fronte a un deficit che si riproporrà, e che a quanto pare non si è in grado di governare», afferma l'azzurro. E precisa: «Prima di vendere qualcosa per coprire dei debiti, si dovrebbe pensare a un piano industriale credibile». Cosa che, secondo Carella, «non è mai stata fatta. E che, visto come è stata progettata l'Asl unica, probabilmente non si ha le capacità di fare». L'annuncio di Gavina manda su tutte le furie anche Rifondazione comunista. Che arriva a minacciare conseguenze sul confronto politico in corso con l'Ulivo in vista di un accordo per le amministrative del 2004. La federazione provinciale del Prc dichiara la propria «ferma e totale opposizione» alla vendita. Si tratta di «un patrimonio di inestimabile valore per la città e la collettività, che non può essere consegnato alle speculazioni immobiliari di privati». Il Prc parla di «palese violazione dell'accordo sull'Asl unica» firmato con l'Ulivo, e afferma che «non ci si può nascondere dietro i tagli della Finanziaria per giustificare scelte di alienazioni già prospettate da anni». I bertinottiani invitano quindi la Regione e i partiti dell'Ulivo «a bloccare e cassare il programma di vendite». In caso contrario, in una sorta di ultimatum, il Prc «prenderà atto che l'accordo sull'Asl unica viene in questo modo violato e rotto». Silvia Bartolini, ds, componente del tavolo Ulivo-Prc sull'Asl unica, afferma che «se il patrimonio immobiliare non serve direttamente a produrre servizi può essere alienato o sostituito». Certe strutture «non ce le pessimo permettere». Insomma, «non è sbagliato se le Asl si muovono su questa strada». Resta ora però «la preoccupazione di non rompere col Prc sull'Asl unica». Angelo Rambaldi (Margherita) non ha dubbi: «Roma taglia e le Asl non possono sostenere oneri impropri», afferma. E definisce le posizioni del Prc, vagamente «rispettabili, ma ideologiche».