L'arch. Vassallo, in un incontro promosso da Italia Nostra, ha fatto il punto sui restauri del capolavoro palladiano, entrando nei dettagli dei nuovi servizi in dotazione al monumento Si avvicinano al giro di boa i lavori di restauro della Basilica Palladiana. A confermarlo è Eugenio Vassallo che sabato, durante un incontro pubblico promosso dall'associazione Italia Nostra, ha fatto il punto della situazione sull'opera di make up che entro i primi mesi del 2009 restituirà il gioiello palladiano al suo antico splendore. Davanti ai (pochi) presenti che si sono dati appuntamento a Palazzo Chiericati per l'incontro, il direttore dei lavori ha illustrato le operazioni di restauro che stanno interessando l'edificio. Vassallo ha spiegato come con la rimozione dei 22 arconi in calcestruzzo armato della copertura, da sostituire con altri in legno lamellare, si sia appena conclusa la fase più impegnativa dell'opera. «Dopo Natale ci concentreremo sulla Corte dei Bissari. Sotto di essa infatti troveranno posto gli impianti della basilica», dice l'architetto. Alla Domus Comestabilis, invece, toccherà ospitare la terza scala d'accesso alla basilica e gli ascensori che arriveranno fino al piano della terrazza. La struttura rimessa a nuovo prevede poi la presenza di una biglietteria, che sarà situata vicino alla Torre del Tormento. Il front office sorgerà infatti sul lato di Piazza delle Erbe, in un punto della basilica spesso poco conosciuto. «Tutti questi lavori», precisa Vassallo, «prevedono l'utilizzo di ambienti già esistenti in una prospettiva diversa». Per quanto riguarda le 23 attività commerciali presenti sotto le volte del gioiello palladiano, esse avranno ognuna i propri servizi igienici collocati presso la Corte dei Bissari. Anche dal punto di vista della sicurezza la basilica sembra non correre rischi: durante la conferenza Vassallo ha mostrato al pubblico lo studio delle oscillazioni cui è stata sottoposta l'architettura nell'eventualità di un terremoto. Ma il passo più impegnativo è già stato compiuto: «Gli arconi in cemento armato sono un'opera di ingegneria straordinaria, ma erano in pessime condizioni perchè non erano mai stati oggetto di manutenzione. D'altra parte, fare manutenzione alla copertura avrebbe significato un grande sforzo economico». Proprio queste operazioni, inizialmente non previste nel progetto preliminare, hanno fatto lievitare i costi dagli iniziali 7 milioni di euro agli attuali 14 stanziati. Dopo che gli arconi in legno saranno sistemati al posto di quelli in calcestruzzo, si provvederà a coprirli con le lastre di rame preesistenti: «Se mettessimo delle nuove lastre, perderemmo quell'immagine della basilica che siamo abituati a vedere da oltre due secoli, con quella tipica colorazione verde che caratterizza la copertura».