Tra progetti realizzati, soldi chiesti e mai utilizzati e finanziamenti inghiottiti dalla burocrazia, luci e ombre della grande spartizione. Per capire come, il viaggio inizia da Napoli In Campania non solo emergenza rifiuti, ma anche un imponente piano di trasporti Un buco nero per loro di Bruxelles: i consulenti. Milioni in fumo tra fiere, viaggi e siti web -------------------------------------------------------------------------------- NAPOLI «Abbiamo fatto i salti mortali per spendere tutto il miliardo di euro del 2007». Al Sud anche spendere costa fatica. DallEuropa allItalia, periodo 2000-2007, sono giunti 31 miliardi e 900 milioni di euro. Fondi straordinari per un piano straordinario rivolto al Mezzogiorno, area definita a forte deficit strutturale. Alloro di Bruxelles sè aggiunto loro di Roma: il governo nazionale ha cofinanziato il piano contribuendo con circa 14 miliardi di euro. E siamo a 46 miliardi di euro. I privati, nel loro piccolo, avrebbero dovuto dare il segno della loro partecipe e fattiva azione: cinque miliardi e spiccioli. In totale (abc) la cifra di quel che appare la versione monstre del piano Marshall è giunta a toccare la soglia lunare dei 51miliardi e duecento milioni di euro. Che è solo la prima tranche di aiuti. Dal prossimo gennaio al 2013 sono programmati investimenti che mobiliteranno risorse ancora più ingenti (100 miliardi di euro). Spesi il 63 per cento dei fondi disponibili, impegnati (cioè solo programmati o già in corso di realizzazione) quasi il 93 per cento dei soldi. Quasi tutto insomma quel che cera in borsa sarà speso. E come? E Dove? Svaniti, come inghiottiti da una burocrazia famelica. Spesso, troppo spesso, sprecati e bruciati. Lingue di fuoco, un grande falò che ancora arde. Andiamo a Napoli. La colpevole gestione dei rifiuti in Campania, divenuto dramma sociale e testimonianza imperitura del più avanzato e moderno sistema di sperpero delle risorse pubbliche, ha coperto con i suoi miasmi ogni altra azione di recupero e di valorizzazione. «Abbiamo speso e realizzato anche opere importanti. Ma il recupero dei tesori darte, la loro valorizzazione in una cornice ambientale così degradata è il limite insostenibile di ogni azione di buon governo». Sincero lassessore regionale Marco Di Lello, chiamato a coniugare limpossibile: sviluppare il turismo malgrado i cumuli di immondizia. A Napoli si dice munnezza. Non era possibile ammirare ad occhi chiusi e naso tappato il recupero del Rione Terra ai Campi Flegrei (percorso archeologico suburbano più grande dEuropa), limponenza maestosa della Reggia di Caserta (riqualificazione di tutta larea circostante), la nuova illuminazione degli scavi di Pompei e dei templi di Paestum; le grandi mostre alla Certosa di Padula. E i musei aperti o rilanciati: linaugurazione del Madre, grande e prestigioso contenitore di arte contemporanea. Opere realizzate in un recinto di inqualificabile abbandono. Sud dellItalia: da Napoli a Catania, da Bari a Cagliari un fiume è corso: acqua, tanta acqua. Dire che non è accaduto niente non è vero, dire poco non basta. Le percentuali illustrate dai valutatori indipendenti di VisionValue (London School of Economics) documentano un tasso di crescita enormemente più modesto del risultato atteso (siamo all1,2 per cento a fronte di una media Ue ben più robusta); loccupazione è a cifre assai inferiori alla media comunitaria; il tasso di illegalità (percentuale per crimini violenti ogni diecimila abitanti) ancora più elevato rispetto al tetto dal quale si era partiti (solo la Basilicata migliora, diciamo così, la performance). Un quadro nero, nel quale le colpe sono limpide, definite, certe. Napoli, per esempio. Lemergenza rifiuti è di nuovo riesplosa in queste ultime settimane. Adesso a guidare lemergenza cè il prefetto Alessandro Pansa, un altro uomo di Stato, integro, capace. Ma nemmeno lui ce la fa. Discariche bloccate, la munnezza come postcard. In questo contesto deprimente il primo accusato è Antonio Bassolino, il governatore nato rosso e trasfigurato, a sentire i detrattori che nel tempo sono divenuti numerosi, in un signore che accentra il dominio grazie a una fitta rete di relazioni, a una ragnatela stesa per governare, alla guida di una sapiente cabina di regia, ogni singolo centro di potere e di spesa. Questo contesto, e il clima plumbeo che ne fa da cornice, nascondono naturalmente anche alcune belle prove date. E dunque chi sa che la Campania ha speso, prima di tutti e meglio di tutte le altre regioni italiane, soldi per alleggerire le strade dalle auto? Ha infatti realizzato la più imponente cura del ferro che lItalia contemporanea abbia messo in campo. Napoli sta scavando il suo ventre per far posto alla nuova metropolitana in città, allungandola ancora perché ha straziante necessità di trovare vie di fuga, corsie supplementari, strade veloci e di massa. Il sistema di collegamenti ferroviari tra il capoluogo e la provincia è stato potenziato. 868 milioni di euro sono serviti a realizzare 43 nuovi chilometri di strada ferrata della metropolitana regionale, vagoni nuovi, stazioni nuove (32) corse raddoppiate: per i pendolari una piccola boccata dossigeno. Una nuove rete, il trasporto marittimo, lega le città di mare ai centri turistici della costa. Si deve ad Ennio Cascetta, un tecnico, assessore ai Trasporti, la qualità e anche la trasparenza degli interventi finanziari. Come si deve a Luigi Nicolais, ora ministro della Funzione pubblica, una riuscita e vasta opera di finanziamento dei centri di ricerca, di sostegno alluniversità e allimpresa al tempo in cui guidava gli investimenti per la ricerca e luniversità della regione. Eccellenze in un territorio a mano armata, fiori che sono nati, non morti, in un terreno di fango. E la tutela dei beni culturali, la riscoperta e il loro recupero, non è stata proprio occasionale: concentrata in sei aree definite "grandi attrattori culturali", sviluppata attraverso unopera importante di restauro e conservazione, segnata in generale da buoni risultati. Qui finiscono i meriti. Che se ci sono, e ci sono, vanno registrati anche sotto il nome di Antonio Bassolino. Però le colpe paiono più gravi, enormemente più accentuate, più visibili, più dolorose. In Campania non esiste più un gruppo dirigente ma fazioni, famiglie, clan che si combattono e si dividono, si azzuffano nel senso letterale del termine, e si accusano, anche qui letteralmente. Dal partito democratico, allargato alla corte di Clemente Mastella, proviene la classe politica che ha governato la Campania in quasi ogni centro del suo territorio. Oramai divenuta impresentabile al punto che i dirigenti nazionali, da Veltroni in giù, neanche vogliono sapere, guardare, indagare. A Napoli loro di Bruxelles è riassumibile, se si è costretti alla sintesi, in una sola parola: consulenti. Consulenti e viaggi, eventi, fiere, mostre, gite, sagre, opuscoli, pubblicità su carta e su video. E siti web: decine, centinaia di siti che partono dal nulla e giungono nel nulla. Milioni di euro in fumo così. Ad agosto, per esempio, lassessore alle Attività produttive produce un bando nel quale sono previsti diciassette milioni di euro utili ad ingaggiare consulenti, i più vari, i più diversi, che dovrebbero approntare un mega piano di sviluppo, il Paser, uno di quei frutti noti nella Unione sovietica delletà brezneviana: carte e illustrazioni sterminate, dettagli inutili, cifre accomodate e irraggiungibili. I consulenti avrebbero dovuto dire allassessore come fare, cosa fare di quei 750 milioni di euro, tanti sono infatti i soldi preventivati, per lindustria e il commercio della Campania. Il bando ha intanto prodotto polemiche feroci ed altre accuse. Limponenza della rete clientelare della quale vive tutto larco delle forze politiche in campo non smette di generare mostri. Una sanità colabrodo ingoia tessere più che ammalati. E sugli altri fronti ogni giorno piccole semine di spreco. Decreto dirigenziale n. 386, "Progetto ponte tra lEccellenza Campana e le Potenzialità russe". 500mila euro di spese suddivise così: 50mila a consulenze specialistiche, 40mila a studi e indagini di mercato, 25mila a interpretariato e traduzioni, 215mila spese per fiere e workshop, 50mila per il classico sito web. Poi viaggi, comunicazione, eccetera. In sintesi: il nulla. E così, sfogliando e scorrendo, decine di migliaia di euro volano via spesi a pacchetti da 500mila. Decreto dirigenziale n. 456: "DolCina, progetto per il lancio di prodotti liquoristici della provincia di Benevento nel mercato cinese". Utile, si potrebbe anche sostenere, ma lievemente spropositata la spesa di rappresentanza dellimpresa possibile. I soliti 45mila euro per il sito web; 54mila euro per supporti multimediali; 55mila per le consulenze specialistiche, e il resto lo immaginerete. Miliardi che hanno preso il volo per una quantità non documentabile di progetti cosiddetti "immateriali" e qui laggettivo sta più per fumo, solo fumo senza nemmeno una punta di arrosto. Decine e decine di programmi e di tavoli programmati, gli acronimi fantasiosi (Paser, Pit, Fesr), rappresentanti degli enti locali affamati di soldi ma non di idee. Sono nati i Gal, altro acronimo che sta per Gruppo di Azione locale. Devono, dovrebbero, animare leconomia di un territorio circoscritto a qualche comune. Sette Gal (Alto Casertano, Titerno, Verde Irpinia, Partenio, Colline Salernitane, Casacastra, Adat). Altrettanti organigrammi amministrativi: assemblea dei soci, funzionari. E, come sempre, consulenti. "Il Corriere del Mezzogiorno" ne ha contati, solo nel ristrettissimo ambito di questa nuova piccola ma affamata burocrazia almeno una cinquantina. Ogni Gal ha un sito Internet; ogni sito un tecnico; ogni tecnico uno stipendio (sui duemila euro). Poi i responsabili degli ecosportelli, altra figliolanza prodotta dallEuropa, poi gli amministrativi (1800 euro mensili). Ogni Gal costa quasi 250mila euro lanno. E cosa fa? Attività non memorabili. Il Gal Verde Irpinia ha elaborato unanalisi degli "elementi di memoria storica della Castagna di Montella". Settantamila euro è costato lo studio della castagna. Il Gal Casacastra ha speso in quattro anni 100mila euro per trasmissioni tv che devono pubblicizzare i microprogetti. Sembra che lobiettivo, più che fare, sia comunicare Infatti il Gal del Vallo di Diano (si chiama Adat) ha speso 85mila euro per pubblicazioni, brochure, sito web (e ti pareva!), presentazioni in power point, organizzazione di tour. Quello delle Colline salernitane ha speso quasi 250mila euro per un volume (e dvd, certo) dedicato allintellettuale lucano Giustino Fortunato e al sentiero storico a lui intitolato. Tutto si può fare per raggiungere lobiettivo dello sviluppo rurale, azione dichiaratamente ritenuta dallEuropa meritevole di sostegno. Persino loperazione culturale intorno a Fortunato che, nel computo totale, sfiora il milione di euro. Ragionevole e giusto? Progetti fotocopia e finanziamenti al buio. I soldi sono stati tanti da aver dopato il mercato. Limpresa è divenuta parte integrante della famiglia dei clientes: solo richieste (a volto solo richieste di elemosina) e quasi mai lassunzione di un rischio. Gli albergatori, per esempio, non hanno nemmeno sfruttato per intero le provvidenze messe a loro disposizione per riqualificare e ammodernare camere e servizi. Dovevano co-finanziare. Grazie, no. Troppi e troppo in fretta. Indigestione da soldi. La mano di Bruxelles è arrivata, ma (quasi) nessuno se nè accorto.
la Repubblica
20 Novembre 2007
Dalla Ue, in sette anni, più di 30 miliardi di euro nelle casse delle regioni.
AN
Antonello Caporale
la Repubblica
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
la Repubblica · 27 Gen 2005
Villa Certosa sempre più segreta nascosta anche al Parlamento
la Repubblica · 29 Nov 2005
Pescara scopre i suoi Giochi. E per le gare del Mediterraneo 2009 spunta la tassa del caffè
la Repubblica · 25 Ago 2007
CAMPANIA - Velia, un nome blocca la legge
la Repubblica · 21 Ago 2007
VELIA - Uno scempio a norma di legge
la Repubblica · 31 Ott 2008
Carlucci e larcheocomplotto "Hanno falsificato la mia firma"
la Repubblica · 22 Mag 2009
ABRUZZO - LAquila, ricostruzione fai-da-te "Chi può si edifichi un ricovero"
la Repubblica · 29 Giu 2010
LAquila, gli affari immobiliari del vescovo "Una srl della Curia per ricostruire"
la Repubblica · 20 Mar 2012
CAMPANIA - Parmenide, lassessore e le rovine di Velia. Il piano paesistico regionale di Taglialatela abolisce la legge di tutela dellarea archeologica
Il Fatto Quotidiano · 16 Set 2012
Viaggio dalla Campania alla Puglia, trionfo dell'energia alternativa che ha conquistato tutto il Sud.
Il Fatto Quotidiano · 10 Mar 2013
Il professore Salvatore Settis. Pier Luigi, approfitta dei grillini per la svolta
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
La Gazzetta del Mezzogiorno · 20 Nov 2005
PAESTUM: Turismo? Sì, archeologico
Italia Sera · 20 Nov 2005
La grande architettura del '900 all'Accademia di San Luca
il Sole 24 Ore · 21 Nov 2005
Quella cultura francese ispirata da Roma
Fonte non specificata · 21 Nov 2005
Napoli.Addio città, nasce la megalopoli
la Repubblica · 21 Nov 2005
Immaginare Ground Zero.
il Giornale · 21 Nov 2005
Torna alla luce in Siria la millenaria Qatna
L'Unione Sarda · 21 Nov 2005
Mare e nuraghi, Sardegna protagonista
Libero · 20 Nov 2005
II museo ebraico riapre al pubblico
La Stampa · 20 Nov 2005
Stampare il biglietto costa più dell'incasso museo diventa gratis
www.governo.it · 22 Nov 2005
24 novembre Conferenza Stato Regioni
Avvenire · 22 Nov 2005
Archivi digitali: dalla corsa al futuro il rischio dell'oblio
Corriere della Sera · 22 Nov 2005
Opere trafugate: ora tratta il Metropolitan
Il Messaggero · 22 Nov 2005
Roma. Il Museo Ebraico, la storia di tutti
la Repubblica · 22 Nov 2005
Venduta un'ala di Palazzo Altemps: così lo Stato rischia di perdere i suoi gioielli
Secolo d'Italia · 22 Nov 2005
Roma, 21-23 novembre Conservazione e supporti digitali
La Sicilia · 22 Nov 2005
Il tesoro di Morgantina sarà ridato alla Sicilia
Il Tempo · 22 Nov 2005
Roma. Museo ebraico. Nuovo look per una storia antica
Il Giornale di Sardegna · 22 Nov 2005
Meno città, più stazioni di servizio
Notiziario Marketpress · 22 Nov 2005
INFRASTRUTTURE DI RICERCA PER IL PATRIMONIO CULTURALE
la Repubblica · 23 Nov 2005
Il decreto-mostro contro l'ambiente