Scarsa interazione tra pubblico e privato, infrastrutture inadeguate a rispondere alle attese della domanda turistica, forte squilibrio fra movimento turistico e capacità di accoglienza dei territori e in particolare nei siti archeologici, eccesso di visitatori in quelli di maggiore notorietà e scarso interesse per quelli minori seppure di altissimo pregio. Sono le criticità dell'offerta culturale italiana, denunciate nel corso di un convegno alla decima Borsa mediterranea del turismo archeologico di Paestum, organizzato in collaborazione con Astoi. «Succede spesso che i fornitori italiani», ha detto Andrea Giannetti, presidente di Assotravel-Confindustria, «si rivolgano direttamente ai t.o. stranieri saltando la catena dell'intermediazione nazionale, che viene spesso ignorata anche dagli stessi enti di promozione turistica nelle loro iniziative di promozione, che privilegiano strategie più di immagine che di sostanza, slegate totalmente da quelle di commercializzazione degli operatori». Un esempio virtuoso di collaborazione pubblico-privato è invece l'accordo con il quale l'assessore al turismo della provincia di Roma, Patrizia Ninci, ha recentemente conferito agli agenti di viaggio il ruolo di punti di informazione e promozione per conto della provincia. «Manca comunque, nel nostro paese, un sistema di interrelazioni strette fra tutti i soggetti e gli organismi che si occupano di turismo culturale, di gestione delle risorse e dei siti, di accoglienza nei luoghi e nei percorsi», ha osservato Alberto Corti, direttore generale di Astoi. «Il fatto è che, più che di turismo, bisognerebbe parlare di fruizione culturale», ha sottolineato Mara Manente, direttore del Ciset dell'università Ca' Foscari di Venezia. Il movimento di visitatori nel patrimonio artistico e culturale del nostro paese è costituito da escursionisti più che da turisti, il 75 dei quali, inoltre, è attratto solo dai dieci siti più importanti. Bisognerebbe quindi inserire i siti meno visitati in itinerari più ampi che valorizzino e combinino le diverse risorse e componenti dei vari territori. «Occorre però una più adeguata formazione all'accoglienza per le guide e gli operatori locali, unita a una nuova strategia di promozione e comunicazione del nostro patrimonio, soprattutto quello meno noto», ha concluso Angelo Villani, presidente della provincia di Salerno e promotore della borsa di Paestum.