Inamovibili salvo eccezioni. Sono 23 i capolavori della Galleria degli Uffizi da considerare "non prestabili". Tre sculture romane, le tre Maestà di Cimabue, Duccio e Giotto, fino alle tavole e tele superstar di Botticelli, Leonardo, Raffaello e Caravaggio. Una lista ufficiale, redatta insieme alla «proposta di linee guida per il rilascio delle autorizzazioni al prestito delle opere d'arte», elaborata su mandato del ministro dei beni culturali Francesco Rutelli, dalla commissione ministeriale composta dal presidente Andrea Emiliani, dalla soprintendente Cristina Acidini, dal restauratore Carlo Giantomassi, dai docenti universitari Carlo Liverani (Firenze), Massimo Mortella (Macerata), Gianni Romano (Torino), Michele Trimarchi (Catanzaro) e da Massimo Vitta Zeiman presidente di Skira. E spedita al ministero i primi di settembre per l'ok definitivo. «Gli Uffizi hanno fatto da apripista, ora stiamo chiedendo a tutti i musei statali d'Italia di avviarsi sulla stessa strada e stilare la loro lista in base ai criteri elencati dalla commissione fiorentina, anche se le linee ufficiali le sta elaborando il consiglio superiore del nostro ministero. Speriamo di avere gli elenchi da tutti i musei entro fine anno» spiega il direttore generale del ministero dei beni culturali Bruno De Santis. Capolavori inamovibili per problemi di "condizioni conservative" o perché reputati "particolarmente significativi" per il museo che li ospita, per mancanza di "coerenza e alta qualità della manifestazione culturale" per cui è richiesta l'opera, per inaffidabilità tecnica, eccetera. La corrispondenza tra "principi e raccomandazioni" per il diniego (o la concessione) del prestito sono ben evidenziati nella relazione della commissione, che ha anche un'appendice con le direttive internazionali, condivise soprattutto tra i musei europei, stilata dalla soprintendente Acidini. «Ma sono ammesse deroghe spiega Acidini come ho chiarito nella lettera a corredo del nostro dossier, perché io stessa posso proporre delle necessarie eccezioni alla lista delle opere di cui è sconsigliato lo spostamento. Come nel caso della Venere di Urbino di Tiziano, che dopo le dovute valutazioni, ho propostolo stessa che vada a Tokyo nel 2008, come pezzo forte della mostra sul "Mito di Venere dall'antichità al Rinascimento. Ma l'ultima decisione spetta sempre al ministro ". «L'unico criterio inderogabile precisa il direttore generale De Sanctis è la tutela, la conservazione dell'opera, che vanno garantite». Di fatto trai 23 capolavori inamovibili degli Uffizi, ce ne sono due in transito: L'Adorazione dei Magi di Leonardo rientrato da qualche mese da Tokyo e la Venere che partirà per la stessa meta il prossimo anno. «Ha viaggiato altre volte, la tela è in ottimo stato e proprio in ottemperanza alle linee che abbiamo stilato, reputo che possa affrontare il viaggio per l'importante esposizione al Museo delle arti occidentali di Tokyo».
Uffizi, il ministero ha deciso 23 capolavori inamovibili
Il ministero dei beni culturali ha stilato una lista di 23 capolavori della Galleria degli Uffizi che non possono essere prestati a musei stranieri, a causa di problemi di conservazione o di condizioni particolarmente significative per il museo che li ospita. La lista è stata stilata dalla commissione ministeriale composta da esperti e soprintendenti, e prevede deroghe per alcune opere, come la Venere di Tiziano, che può essere prestata a Tokyo. L'unico criterio inderogabile è la tutela e la conservazione dell'opera. Le opere in transito sono L'Adorazione dei Magi di Leonardo e la Venere di Tiziano, che partiranno per Tokyo e Tokyo rispettivamente nel prossimo anno.
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