Lo ha detto e lo ha fatto. Dal primo dicembre pagherà, per un anno intero, due addetti al decoro per piazza Fontana di Trevi. Due persone che cercheranno di tenere pulita la piazza, di dare le informazioni ai turisti ma al tempo stesso di ricordare loro che le cartacce e i rifiuti non si gettano in terra ma nei cestini. Antonio Lombardi è un tipo tanto caparbio quanto concreto. Ha 59 anni ed è l'amministratore delegato della Ali, l'Agenzia per il lavoro che conta 47 filiali sparse in tutta Italia. Ma lui vive a Roma. Nel centro di Roma. E da tempo il degrado che attanaglia il centro storico è diventata quasi la sua fissazione. «Quando ho letto l'intervista a Vittorio Ripa di Meana sono saltato dalla sedia -racconta Lombardi - Perché condivido tutto quello che ha detto ma soprattutto perché anch'io due anni fa avevo fatto una proposta del genere». E spiega: «Scrissi una lettera prima al Comune e poi direttamente al vicesindaco dove offrivo, senza alcun onere a carico dell'amministrazione capitolina, il lavoro di due persone per tenere pulita e in ordine una strada del centro di Roma. Pagavo tutto io e gli facevo anche scegliere la strada». Ma, stando a quanto dice Lombardi, a quelle lettere non è mai seguita alcuna risposta. E nel frattempo la situazione dell'area che circonda Fontana di Trevi è peggiorata sempre più. Un esercito di venditori di rose, di bolle di sapone, di sassi con calamità, di pupazzj, di occhiali,. se c'è il sole e di ombrelli se piove. Cestini dei rifiuti e vigili urbani sono assolutamente insufficienti rispetto all'invasione quotidiana dei turisti. I primi, per volere della Soprintendenza, sono solo due e stracolmi anche pochi minuti dopo il turno di svuotamento previsto dall'Ama; i secondi non possono fare i miracoli tra richieste di informazioni, venditori abusivi e gente che cerca in ogni modo di entrare nella vasca della fontana. E così Lombardi è tornato all'attacco. La settimana scorsa dalle colonne de II Messaggero ha presentato di nuovo la sua proposta al Comune di Roma. Il risultato però è stato lo stesso. Dal Comune nessuna risposta. Nessuno che lo abbia contattato. «Questo è il più bel centro storico del mondo eppure è stato trasformato in una vergognosa corte dei miracoli - commenta Lombardo - Così anche se il Comune non si muove ho deciso di andare avanti da solo. In questi giorni ha selezionato il personale (quattro stranieri e un italiano ndr) e dal primo dicembre inizieranno a lavorare a Fontana di Trevi senza ovviamente intralciare il lavoro dei netturbini del Comune e le forze dell'ordine. Voglio proprio vedere se qualcuno mi dice qualcosa». Ma non finisce qui. Lombardi ha fatto di più: «Siccome credo nella salvaguardia delle aree di pregio di questa città e nella lotta al degrado ho preso contatti con l'avvocato Ripa di Meana e gli ho già fatto sapere che farò la mia parte nella colletta. Spero che l'unione faccia la forza».
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Antonio Lombardi, amministratore delegato dell'Agenzia per il lavoro, ha presentato una proposta al Comune di Roma per pagare due addetti al decoro per piazza Fontana di Trevi per un anno. La proposta è stata respinta. Lombardi ha deciso di andare avanti da solo e ha selezionato un personale di quattro persone, tra cui un italiano, per lavorare a Fontana di Trevi a partire dal primo dicembre. Ha anche fatto sapere che farà la sua parte nella colletta per sostenere l'avvocato Vittorio Ripa di Meana. Lombardi è preoccupato per il degrado della piazza e vuole salvaguardare l'area di pregio del centro storico di Roma.
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