Il mondo dell'industria e delle istituzioni finanziarie si mette al servizio dell'arte e della cultura. Lo fa attraverso la Borsa dei Beni culturali e del turismo sostenibile, l'iniziativa promossa dall'associazione Adarte che si propone di favorire la partecipazione dei privati alla promozione del patrimonio culturale. I titolari di beni d'interesse artistico o ambientale, pubblici e privati, possono incontrare potenziali partner economici disposti a finanziare i lavori necessari alla loro valorizzazione. L'iniziativa, giunta alla seconda edizione, si svolgerà a Cagliari oggi e domani, due giorni che vedranno la città sarda animarsi di mostre, concerti e manifestazioni. Che proprio la Sardegna, meta di un turismo balneare si sia resa protagonista di una simile iniziativa, non deve stupire: l'isola possiede un patrimonio ricchissimo, non conosciuto né sufficientemente valorizzato, come ha spiegato Manuela Rafaiani, responsabile e ideatrice della Borsa. Perciò per la Sardegna è necessario dare visibilità alle proprie ricchezze, in modo da trasformare il turismo da stagionale in permanente. Ma quello della scarsa valorizzazione dei beni culturali è un problema più ampio, che coinvolge l'intero Paese. A sottolinearlo è l'on. Nicola Bono, sottosegretario ai Beni culturali: «In Italia la valorizzazione artistica non è adeguata spiega Bono come dimostra il fatto che appena il 20 dei turisti che visitano la nostra penisola lo fa per ragioni culturali». Per Bono si tratta di creare delle sinergie che possano tradurre in fatti concreti quei principi troppe volte enunciati a vuoto.