Stanno giungendo a Roma tutti i 40 capolavori d'archeologia restituiti dal Getty Museum di Malibu; il 15 gennaio, dal Metropolitan di New York, arriverà anche il celebre Cratere d'Eufronio: tanto grande da contenere 45 litri di vino, e dipinto con la Morte di Sarpedonte, figlio di Zeus, il primo oggetto d'archeologia venduto, nel 1972, a un milione di dollari; anche uno dei più celebri mercanti al mondo, Jerome Eisenberg, dal 1942 proprietario della Royal-Athena Gallery di New York e che ha ceduto «almeno 30 mila reperti ai massimi musei sulla Terra», ha restituito, pochi giorni fa, otto oggetti: come gli altri, alcuni di loro, dal 18 dicembre al 2 marzo saranno esposti, per la prima volta in Italia, al Quirinale, nella Galleria di Papa Alessandro VII; un'eccezionale mostra di quasi 70 "reperti ritrovati", alcuni dei quali assolutamente unici al mondo. Subisce invece una battuta d'arresto la querelle sull'Atleta vittorioso, un bronzo di Lisippo pesante 200 chili, ripescato al largo di Fano nel 1964, e acquistato nel 1977 dal museo californiano per quattro milioni di dollari: un Gip di Pesaro ha infatti respinto la richiesta del Pm, che voleva confiscarlo. Per carità: non è ancora detta l'ultima parola; ma, se mai possibile, questo affaire si fa ancora più intricato e difficile. Il Giudice per le indagini preliminari Daniele Barberini (quod non fecerunt barbari...), da torto al Pm Silvia Cecchi con tre argomenti. Mancano le prove che il bronzo sia stato ripescato non in acque internazionali (ma non conta nulla che poi sia rimasto per mesi nascosto a Gubbio, anche nel sottoscala di un prete; e abbia lasciato l'Italia senza alcuna autorizzazione?); ha prosciolto (prescrizione) i cinque antiquari umbri sotto accusa; ha affermato che il museo aveva acquistato il bronzo dopo la prima assoluzione dei medesimi, accusati di ricettazione. Il Pm può ancora ricorrere in Cassazione: quindi la vicenda, dopo 43 anni di battaglie e di misteri, è tutt'altro che conclusa. Silvia Cecchi si era attivata dopo l'esposto di un'associazione culturale, e non risulta che lo Stato si sia costituito nel giudizio; ma il Ministero potrebbe esserci in Cassazione. La storia è assai complessa: a settembre 1964, nelle reti del peschereccio Ferruccio Ferri comandato da Romeo Pirani, s'impiglia il bronzo. Sotterrato in un campo di Carrara di Fano, poi venduto per 3 milioni e mezzo di lire. Il Lisippo finisce a Gubbio: tre della famiglia Barbetti (celebri cementieri) finiscono sotto accusa, con un sacerdote, don Giovanni Nagni. Assolti ( 1966), ma condannati in appello ( 1967); sentenza che la Cassazione annulla (1968); un'altra assoluzione, a Roma (1970), perchè, essendo scomparsa la scultura, era impossibile accertarne il valore artistico. Qualcuno dice che il bronzo migri in Brasile, con forniture mediche, da un parente dei Barbetti; comunque, Thomas Hoving, che dirigeva il Metropolitan, dice d'averlo visto a Monaco nel 1972 (un istituto del luogo l'aveva restaurato l'anno prima), e di non averlo voluto acquistare: troppi dubbi sulla sua provenienza. Nemmeno il magnate americano Paul Getty si fidava ad comperarlo: il museo che ne reca il nome lo farà solo dopo la sua morte. Nel 1998, chi lo aveva dissotterrato a Carrara di Fano consegna due frammenti, che erano rimasti in loco. Il ministero dei Beni culturali intraprende una battaglia legale; ma, ormai, i reati sono prescritti per le troppe lungaggini. Fano (e il Ministero) non si sono mai rassegnati a perdere la scultura: il 4 aprile 2007, l'Associazione Le cento città presenta un esposto, per contrabbando e violazione alle norme doganali; il Pm non può più chiedere il sequestro del bronzo, a causa della prescrizione, ma prova a domandarne la confisca. Ieri, il Gip ha detto di no; ora, si può solo restare in attesa degli ulteriori sviluppi. Che, è certo, ci saranno.
L'Atleta di Lisippo, il ritorno diventa difficile
Il Getty Museum di Malibu ha restituito a Roma 40 capolavori d'archeologia. Il Metropolitan di New York ha restituito il Cratere d'Eufronio, un oggetto d'arte molto prezioso. Jerome Eisenberg, un mercante d'arte, ha restituito 8 oggetti ai musei. Alcuni di questi oggetti saranno esposti al Quirinale. Tuttavia, la restituzione del bronzo di Lisippo, un oggetto molto controverso, è ancora in discussione. Il Pm ha chiesto il sequestro del bronzo, ma il Gip ha respinto la richiesta. La vicenda è ancora in corso e il Ministero potrebbe ricorrere in Cassazione. La storia del bronzo è complessa e ci sono molti dubbi sulla sua provenienza.
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