C'era una volta un piccolo borgo medioevale nella meravigliosa campagna Toscana incorniciato tra le città di Firenze, Siena e Pisa nei pressi di Montaione. Così possiamo iniziare a raccontare la storia di Castelfalfi o meglio di «Castram Faolfi», storia che parte dall'anno 754 vista la sua probabile origine longobarda e che, passando per la chiesa romanica di San Floriano, risale fino ai giorni nostri. Roberto Benigni, affascinato dall'incantevole borgo, decise infatti di girarci molte scene del suo Pinocchio. Potremmo immaginare a questo punto che la conclusione sia a lieto fine, ma di solito la storia riserva delle sorprese. Tui, oggi la più grande azienda per il turismo del mondo che può vantare oltre 65.000 dipendenti e circa 290 alberghi di proprietà, ha comprato all'inizio dell'anno Castelfalfi investondovi 250 milioni di euro per trasformarlo in un faraonico resort di lusso da 391mila metri cubi. L'azienda tedesca ha infatti espresso l'intenzione di realizzare 140mila m3 di nuove costruzioni oltre ai 220mila metricu-bi già esistenti composti dal borgo medioevale e da varie coloniche. Il comune di Montaione ha da subito imposto a Tui di pagare tutto il necessario per istituire il «dibattito pubblico», cioè il nuovo strumento previsto dal Piano di indirizzo territoriale adottato dalla regione toscana e modellato sul débat public francese, dove i cittadini sono chiamati a valutare vantaggi e svantaggi di una realizzazione edilizia o infrastrutturale. Il progetto di Tui non potrà così vedere la luce se non dopo l'analisi del rapporto finale redatto al termine dei 6 incontri previsti per il dibattito pubblico che si concluderà il 25 novembre. Durante l'ultimo incontro avvenuto il 9 novembre, molti cittadini di Montaione si sono mostrati più favorevoli al progetto di Tui AG tanto che è sorto un «Comitato per lo sviluppo turistico di Castelfalfi» che ha raccolto un centinaio di adesioni. Il nuovo gruppo sostiene che «oggi l'amministrazione comunale ha di fronte a sé un soggetto che ci può far guardare al futuro con speranza, fui è un interlocutore serio, che da ampie garanzie. Pertanto il sindaco e la giunta non devono perdere l'occasione offerta da Tui di far ripartire il "motore Castelfalfi"». L'azienda tedesca non ha però convinto le associazioni ambientalistiche -Wwf, Legambiente e Italia Nostra - che continuano dritte per la loro strada. «Non ho dubbi che Tui troverà l'acqua necessaria per il suo resort - dice Guido Scoccianti, segretario regionale del Wwf - visto che con i soldi si può fare tutto. Quello che mi domando è come e cosa accadrà a tutto ciò che non ha il marchio Tui, come la faggeta lì attorno, che è stata dichiarata zona protetta». I dubbi sono infatti legati all'approvvigionamento idrico che, in una zona a rischio siccità come quella di Montaione, sono tutt'altro che secondari. La tenuta di Castelfalfi ha un'acquedotto privato che si rifornisce attraverso un pozzo che pesca nella falda acquifera da cui trae sostentamento anche l'acquedotto pubblico di Montaione. La Tui fa sapere che comunque «il resort sarà autonomo e che anche l'unico pozzo presente sarà utilizzato solo in caso di siccità, anche se l'azienda ha previsto di costruirne un altro nel caso che quello originario si 'guasti'». In tutto questo valzer di spiegazioni tecniche l'unica cosa certa al momento è la posizione del sindaco Paola Rossetti: «Neanche una goccia d'acqua sarà tolta dall'acquedotto di Montaione per essere portata a Castelfalfi. La falda non dovrà essere minimamente intaccata e la Tui dovrà dire non solo se avrà trovato l'acqua, ma soprattutto come». Intanto i numeri della cittadella di lusso si stanno facendo via via sempre più chiari. I posti letto saranno in tutto 1452 rispetto ai 443 presenti e, sempre secondo Tui, gli arrivi complessivi dovrebbero essere 15mila e ben 179mila i pernottamenti totali. Martin Schluter, il fact totum del progetto Tui, ha dichiarato che è tutto in linea col piano strutturale. «Il comune di Montaione - spiega l'amministratore delegato dell'azienda tedesca - ha previsto 430 nuovi posti letto in più oltre a 40 alloggi per altri 160 posti. Poi abbiamo altri 80 posti letto dai circa 20 casali che vogliamo restaurare. E infine abbiamo i vecchi capannoni agricoli abbandonati che vogliamo utilizzare per altri 300 posti letto. Ecco che arriviamo ai mille previsti». Tutto giusto, ma le associazioni ambientaliste replicano che nel piano strutturale del comune di Montaione non si parla delle dimensioni né degli alloggi né dei posti letto e che Tui, pur rispettando le quote, ha previsto 86 mq per ogni posto letto e 216 mq per ogni alloggio. Ovviamente il comune di Montaione, alla fine del dibattito pubblico, vaglierà il progetto finale e deciderà se andare avanti o meno. Certo, un investimento da 250 milioni di euro non è cosa da tutti i giorni, ed infatti sono in molti a sostenere il progetto Tui con la speranza di veder crescere l'economia locale che però, a dire il vero, a Montaione non va così male. Il piccolo comune di Montaione è infatti il terzo nella provincia di Firenze in fatto di ricezione turistica. Un'ex frazione vicina a Castelfalfi, chiamata una volta Tonda e risalente al X secolo, oggi è un'enclave della azienda turistica svizzera Hapimag. Nel 1974 - come si legge nel sito della ditta - Tonda è stata ricostruita e dal 1999 al 2001 è stata completamente «ristrutturata e riarredata» secondo gli standard moderni. Il cartello dell'edicola del borgo risalente al X secolo parla chiaro: Hìer Deutsche Presse - qui stampa tedesca -. Come andrà a finire per Castelfalfi è ancora un mistero. Per il momento possiamo allontanarci dall'antica tenuta accompagnati da una voce che molto chiaramente ci dice AufWiedersehen.