Convegno con Forlani, il professor Calafati l'ex sindaco e senatore Carlo Ballesi l'assessore Compagnucci e IommiChiesto più rigore nelle perizie delle aree L'architetto De Mattia: "Scarsa attenzione alle necessità dell'ambiente" Accuse sono state mosse contro l'amministrazione comunale sul fronte urbanistico. Abbattimento dei vincoli paesaggistici, scarsa attenzione al suolo, espansione edilizia incontrollata. Nel corso del convegno all'Asilo Ricci sul tema "Governo del territorio. Qualità della vita urbana: forma e funzione della città", a cui hanno partecipato il deputato Alessandro Forlani, il professore Antonio Calafati in rappresentanza della Camera di commercio, l'ex sindaco e senatore Carlo Ballesi, l'assessore all'Urbanistica Mauro Compagnucci e gli architetti Silvano Iommi e Giancarlo De Mattia, quest'ultimo ha denunciato gli errori compiuti dall'amministrazione comunale in ambito urbanistico. "Negli ultimi decenni - ha affermato - l'urbanistica è stata confusa con trasformazioni irreversibili del territorio senza la giusta attenzione alla sostenibilità ambientale e ai costi sociali". De Mattia ha poi proseguitato passando in rassegna le zone più a rischio. Le aree in questione sono quelle periferiche di Collevario, Corneto e Fonte Maggiore. Ma anche il quartiere Pace, via Trento e non ultimo il centro storico. Vediamo perché. Stando ai documenti a disposizione sembra che nella zona di Collevario, a sud di via Pirandello, non ci sia rispondenza fra la perizia effettuata per i lavori e l'effettiva idoneità all'edificazione. Una scelta, quella precedente ai lavori, contraria a quanto affermato dal geologo che nel 1986 aveva effettuato lo stesso controllo per conto del Comune di Macerata. Uno scivolone testimoniato anche da un altro strumento, il Piano urgente di emergenza per la salvaguardia della incolumità della popolazione delle aree a rischio idrogeologico, approvato il 16 giugno 2004, in cui la stessa area viene definita "a rischio idrogeologico con deformazioni plastiche e accumulo di frana". Stessa sorte per Corneto dove, secondo il Piano Casa, nella zona a monte dell'intervento sussistono problemi geologici che ne impediscono l'edificazione. Problemi che svaniscono quando si scende a valle, nonostante il terreno abbia una pendenza superiore al 30 (nettamente in contrasto con l'articolo 31 delle n.t.a. del Piano paesistico ambientale regionale) e il Piano di assetto idrogeologico abbia segnalato la presenza di rischio idrogeologico. Non solo. De Mattia prosegue tirando in gioco i lavori di riqualificazione effettuati in via Trento definiti piuttosto di "s-qualificazione" dato che, guardando dall'esterno ciò che è stato realizzato, si assiste a "una sorta di muraglia dell'altezza di otto piani, inconcepibile per Macerata anche a detta di altri colleghi". Un'operazione, dunque, che non avrebbe preso in considerazione vincoli panoramici preesistenti a riguardo della zona nord della città. È poi la volta del centro storico. Secondo l'architetto non ha senso parlare di provvedimenti tesi a migliorare l'estetica del centro se prima non si agevoli l'accesso ad esso attraverso la creazione di parcheggi posti nelle immediate vicinanze. A tal proposito lo stesso De Mattia aveva avanzato anni fa un progetto che prevedeva contenuti costi per le casse comunali e senza occupare la superficie cosiddetta utile. Tali sono state le importanti questioni sollevate nel corso del convegno. Attendiamo nei prossimi giorni la risposta dell'amministrazione comunale. Anche perché queste scelte finiscono per determinare il reale futuro di Macerata. Lavori che hanno cambiato il volto alla città, soprattutto nelle aree di maggiore espansione edilizia. E verso i quali si concentra l'attenzione degli esperti come avvenuto in occasione dell'utile convegno dell'associazione culturale Spes.