Le ambizioni turistiche torinesi spesso si fermano a un incrocio Un test verso le mete più note Rivoli è impossibile da raggiungere senza piantina Eppure per le Olimpiadi fu speso 1 milione per i segnali La prima indicazione per la Reggia di Venaria si trova, ad esempio, alla fine di corso Regina Margherita -------------------------------------------------------------------------------- Il primo cartello stradale per la Reggia di Venaria è in fondo a corso Regina Margherita. Indica la nuova strada aperta dalla Provincia per linaugurazione della residenza sabauda. Un cartello nuovo, grande, ben leggibile. Peccato che arrivare fino a quel punto per un turista sia praticamente impossibile. Perché lungo le strade che portano in corso Regina non cè nessun segnale che indichi la Reggia, ma nemmeno nessun cartello che dia la direzione per Venaria. Allultimo grande incrocio urbano della grande arteria che confluisce in tangenziale, quello con corso Potenza, per imboccare la direzione giusta per Venaria occorre seguire i cartelli per Susa. Un accostamento difficile da immaginare visto che, semmai, se uno conoscesse poco poco la geografia del Torinese sarebbe piuttosto indotto a seguire per Lanzo, alla pendice delle cui valli sta la Reggia, ma sbaglierebbe strada. Difficili da leggere, caotici, spesso insufficienti. Confusi in mezzo alle indicazioni pubblicitarie di negozi e fabbriche. Storti o mal orientati. I cartelli stradali dovrebbero essere la bussola per i viaggiatori, almeno di quelli che non sono armati di cartina o navigatore satellitare. Invece spesso sono una guida che ha perso lorientamento. Per esempio andrebbe rivisto qualcosa attorno al Lingotto, che pure è uno dei punti dattrazione maggiormente segnalati. Un po ovunque per Torino si trovano i cartelli bianchi che indicano il polo fieristico, ma proprio quando si arriva a un passo dalla meta, alla fine ci si perde. Se si arriva da Torino Sud, non è difficile trovarsi in corso Cosenza e andare giù nel sottopasso. Alla seconda uscita un bel cartello indica che per il Lingotto si deve imboccare via Ventimiglia in direzione del centro. Ma è lultimo segnale. E il Lingotto non è in via Ventimiglia, ma due parallele più in là. Può capitare che un automobilista volga lo sguardo proprio nel breve varco di un incrocio da cui si scorge la bolla di Piano sul tetto delledificio, ma se questo non accade allora rischia di proseguire fino in corso Spezia, dove, smarrito, dovrà chiedere a un passante di aiutarlo a orientarsi. Eppure molto è già stato fatto per le Olimpiadi, quando sono arrivati visitatori e atleti da tutto il mondo. Per loccasione è stato varato un «Piano di segnalamento» che ha sostituito il «Piano urbano della segnaletica di indicazione» che risaliva al 1980. Nelle intenzioni dei suoi ideatori il nuovo progetto avrebbe dovuto essere «integrato, armonico ed efficace», anche se basta un giro per la città per farsi venire legittimi dubbi sul rispetto di tutte queste condizioni. Il costo della manutenzione straordinaria era stato di oltre un milione di euro e la maggior parte di quei cartelli continua ancora oggi a dare informazioni per la strada. Cartelli nuovi che si sono sommati in una stratificazione simil-geologica a quelli vecchi o vecchissimi, alcuni forse troppo arrugginiti, ma davvero bei pezzi di antiquariato urbano. Dai precedenti piani di segnalazione resistono appesi anche i vecchi cari cartelli marroni, che a colpo docchio indicano la direzione di beni artistici o culturali. In teoria dovrebbero sparire, soppiantati dai nuovi. Ma sarebbe un peccato, visto che ad esempio in corso Vittorio Emanuele, dal monumento di corso Galileo Ferraris, sopravvive lunica indicazione preziosa per arrivare a uno dei musei di arte contemporanea più prestigiosi del mondo, quello del Castello di Rivoli. Tirato un sospiro di sollievo per essere sulla giusta direzione, la consolazione svanisce incrocio dopo incrocio, chilometro dopo chilometro. E solo quando ormai si è arrivati, grazie alla gentilezza dei passanti, vicini alla meta, allora spuntano di nuovo i segnali per il castello. La localizzazione dei cartelli, infatti, segue logiche ben precise, anche se non sempre utili per tutti. Lattenzione maggiore, infatti, è data ai turisti che arrivano a Torino in tangenziale e di lì, a seconda delluscita consigliata per una certa attrazione, non mancano le indicazioni per raggiungerla attraverso le arterie di grande scorrimento che portano in città, come corso Regina Margherita, corso Unità dItalia, corso Grosseto. Ma per chi arriva ad esempio a Porta Nuova e affitta una macchina, può restare fermo anche tutto il giorno, se aspetta che qualche cartello gli dica dove andare.
PIEMONTE - TORINO: Pochi, incomprensibili e nascosti ecco la giungla dei cartelli stradali
In Torino, la segnalazione stradale è confusa e difficile da seguire. I cartelli stradali sono spesso mal orientati, insufficienti e difficili da leggere. La città ha un piano di segnalamento per le Olimpiadi, ma non è stato integrato e armonico. I cartelli nuovi sono stati aggiunti, ma spesso si trovano in una stratificazione con quelli vecchi, creando confusione. I turisti spesso si perdono, anche se la localizzazione dei cartelli segue logiche precise. La città ha bisogno di una segnalazione stradale più efficace e chiara.
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