C'è un'unica statua femminile di una Venere, o una Naiade, tra quelle del Foro Italico, della quale, non si sa per quali circostanze, non si era saputo niente fino ad oggi. A renderlo noto è stata la cattedra di Storia dello Sport del Corso di laurea in Scienze Motorie dell'Università di Roma Tor Vergata, che in collaborazione con il Coni ha promosso un seminario "La Venere dell'Olimp(ic)o La scoperta di una statua femminile al Foro Italico" che si svolgerà martedì 27 novembre alle ore 16, nel Circolo del Tennis del Foro Italico. Vi parteciperanno storici dell'arte e storici dello sport, oltre a Valerio Piccioni, il giornalista de La Gazzetta dello Sport, il quotidiano sportivo che per primo ha presentato la scoperta rendendone nota la collocazione, all'altezza del nuovo Stadio del Tennis oggi in demolizione, in una zona abbandonata. La scoperta è avvenuta a seguito di ricerche svolte presso il Corso di Laurea in Scienze Motorie dell'Università di Roma Tor Vergata e presentate al XI Congresso internazionale di Storia dello sport del CESH (European Committee for Sports History), che si è svolto a Lorient (Francia), nel settembre di questo anno, sul tema "Arti e sport". La statua era sul piedistallo, ma completamente coperta dai rovi, ed è stata scoperta recentemente, dopo i lavori di pulitura del Coni, nel parco compreso tra via dei Gladiatori e la via Olimpica. Le è passato vicino il pubblico di giochi olimpici, campionati mondiali, coppe del mondo, eppure nessuno se ne è accorto. Si ipotizza che rappresenti una Venere o, più probabilmente, una Naiade, e la sua particolarità sta proprio nel fatto che appare incoerente con il resto delle sculture presenti nel Foro, tutte maschili, raffiguranti per la maggior parte sportivi, tutte di marmo, mentre anche il materiale di cui è fatta la Venere appare diverso. I lavori del seminario saranno introdotti da Stefano Pedullà, responsabile della Progettazione del Coni spa e da Antonio Lombardo, presidente del corso. Interverranno storici dell'arte del '900, tra cui Mariastella Margozzi, storico dell'arte presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea e Adriana Capriotti, storico dell'arte presso la soprintendenza per il patrimonio storico artistico e etnoantropologico del Lazio. I lavori saranno coordinati da Angela Teja, vicepresidente dalla SISS, la società che raggruppa gli storici dello sport italiani, sezione nazionale del CESH, responsabile della ricerca.