L'Italia che osa ancora dire la sua, quella che non si piega alle ragioni di cassa, che pensa che sviluppo non voglia necessariamente dire mangiarsi pezzi interi di territorio con tutto quello che c'è sopra e dentro e sotto venerdì e sabato prossimi scenderà in piazza per dire «Io non condono». A Roma, come ad Eboli. Semplici cittadini, associazioni ambientaliste, partiti, amministrazioni locali, artisti, intellettuali, mondo dello spettacolo e mondo della Scienza. Non condonano. Venerdì a Roma, in piazza Navona, con un simbolico sciopero della fame al quale hanno dato adesione Walter Veltroni, Vittorio Sgarbi, Franca Rame e Dario Fo, tra gli altri. Il giorno dopo a Eboli, nel cuore del Sud che ha vissuto sulla pelle lo scempio edilizio dove hanno messo le mani la camorra, la 'ndrangheta, la corona unita e la mafia sfidando le leggi e lo Stato - che adesso li premia e li perdona per tutto il maltolto. Partirà da lì (chissà se la tv lo racconterà) la mobilitazione nazionale contro il condono edilizio che il Parlamento su richiesta pressante del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, sta per licenziare. La manifestazione ad Eboli inizierà alle 3 del pomeriggio, al Palasele in località Serracapilli: ci saranno quasi tutti gli amministratori del centro sud, le associazioni ambientaliste e i cittadini. È la prima volta che di fronte alla notizia di un condono edilizio c'è una grande mobilitazione a livello nazionale. Il motivo che ha spinto il sindaco di Eboli, Gerardo Rosania, ad ospitare l'iniziativa è stato proprio il fatto che l'abusivismo edilizo si concentra per l'80 in Italia Meridionale, soprattutto in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. «Il condono - ha detto il sindaco - apre una voragine economia fra i Comuni del Sud e quelli del Nord. Quelli meridionali, già penalizzati da una finanziaria che ha tagliato notevolmente i finanziamenti agli enti locali, saranno gravati anche dall'obbligo delle opere di urbanizzazione a favore delle case condonate. Per ultimo, ma non ultimo, la contrarietà al condono è dovuta alla volontà di contrastare la cultura dell'illegalità: la criminalità organizzata incoraggia e coltiva l'abusivismo edilizio».