Ritrovati dai Carabinieri 800 reperti archeologici del valore di un milione di euro Sarcofagi utilizzati come fioriere. Un ceppo funerario adibito a fontana. Una stele preziosa conservata all'interno di una taverna buia in una villa a Nord-Est della Capitale. Questi alcuni degli oltre 800 reperti archeologici, del valore di circa un milione di euro, recuperati a Roma nell'ambito dell'operazione "Giubileo" condotta dal Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Le indagini, cominciate circa 4 mesi fa e divise in tre fasi, hanno portato alla denuncia di cinque persone con imputazioni che vanno dalla ricettazione al traffico e agli scavi abusivi. «Siamo tornati in .possesso di materiale molto importante frutto di furti perpetrati principalmente negli anni 70"», ha spiegato Raffaele Mancino, comandante dei carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Tra i reperti pronti ad essere immessi nel mercato clandestino (brocche, monete, ciotole, terracotte) anche alcuni falsi, oltre ad opere di fondamentale valore storico tornate in possesso della SOprintendenza Archeologica di Roma e della Pontificia Commissione per l'Archeologia Sacra. Tra questirinvenute in una casa all'Eur di un facoltoso professionista, anche alcuni sarcofagi provenienti dalla catacomba paleocristiana di Sant'lppolito (lungo l'antica via Tiburtina) e da quella di San Valentino (nei sottosuolo del quartiere Parioli). Gli avelli in pietra venivano utilizzati come fioriere, senza preoccuparsi dei danni derivanti dall'esposizione alle intemperie. In un'abitazione a Nord-Est della città nei pressi di Fiano, un ingegnere collezionista di 63 anni, E.S., custodiva in una taverna una preziosa stele funeraria in marmo bianco (I sec. a.C.) sparita dal parco archeologico dell'Appia. La stele raffigurante una donna ammantata, già scoperta nel 1850 dall'architetto Luigi Cani-ni, era poi finita interrata prima del nuovo rinvenimento nel 1998, durante i lavori del Giubileo. Poi il furto e il definitivo ritrovamento. Infine, in un appartamento dei Parioli, trovati diversi reperti tra cui vasi, oggetti di vetro, bronzetti ancora sporchi di terra e alcuni falsi. I carabinieri sono intervenuti prima che la moglie del collezionista, deceduto da tempo, mettesse gli oggetti in vendita. Tra i preziosi beni recuperati, come ha sottolineato Angelo Bottini, della Soprintendenza Archeologica di Roma, spicca la celebre "lastra del medico'" (V sec. d.C), un'iscrizione marmorea che riveste una notevole importanza agiografia in quanto prova dell'esistenza del martire Valentino, di cui ancora oggi si discute sulla reale accezione di martire o semplice benefattore. Secondo i militari per la Tutela del Patrimonio Culturale, sono decine di migliaia i recuperi effettuati nell'arco dell'anno per un giro d'affari di milioni di euro. A questi recuperi vanno aggiunte le restituzioni che recentemente l'Italiana ottenuto grazie all'intervento del ministero per i Beni Culturali, che riguardano soprattutto gli Stati Uniti, mercato scelto dal collezionismo illegale negli anni '70. Oggi, spiegano, anche il nostro Paese vanta un fiorente commercio illegale di oggetti d'arte e non si escludono in futuro ulteriori scoperte, tenendo conto dei numerosi avvistamenti di scavi clandestini fatti nelle zone archeologicamente più importanti del territorio laziale.
Sarcofagi, anfore, monete: recuperato un tesoro
I Carabinieri hanno recuperato 800 reperti archeologici di valore stimato a un milione di euro durante l'operazione "Giubileo". Tra i reperti, sarcofagi utilizzati come fioriere, un ceppo funerario adibito a fontana, una stele preziosa e opere di fondamentale valore storico. I reperti sono stati recuperati in diverse zone di Roma, tra cui una casa all'Eur e un appartamento dei Parioli. Tra i reperti, anche alcuni falsi e opere di fondamentale valore storico, come la "lastra del medico'", sono stati ritrovati. I carabinieri hanno denunciato cinque persone con imputazioni di ricettazione, traffico e scavi abusivi.
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