Era l'aprile del 2003 e Baghdad bruciava. E non bruciavano solo le case, bruciavano gli archivi, bruciavano gli uomini, bruciavano i libri. La capitale irachena fu teatro di uno dei più selvaggi e indisturbati saccheggi dai tempi, era il XIII secolo, in cui fu distrutta dai mongoli di Gengis Khan. Il famoso Iraqi Museum, dove si conservavano gli straordinari reperti delle origini della civiltà umana, fu messo a sacco nell'indifferenza colpevole e totale dei "liberatori" americani. E, tra l'uguale indifferenza, bruciava la "Casa dei Libri", la grande biblioteca di Baghdad. Migliaia di volumi, manoscritti miniati, documenti unici andarono perduti. Pochi lottarono contro le fiamme e contro la barbarie, riuscendo a salvare molto. Il direttore e i suoi bibliotecari da allora, in un Paese lacerato e in preda a cento guerriglie, e attentati, e terrorismi, stanno cercando di salvare il salvabile. Di ricostruire la Casa dei Libri. L'associazione "Un ponte per..." da anni li sta aiutando in questo tentativo. Da fare c'è moltissimo (ricostruire il catalogo, microfilmare ciò che si è salvato, formare personale per restaurare e conservare libri e documenti....) e molto è già stato fatto. "Un ponte per..." ha trovato nella sua opera molti partner, dall'Unesco alla Biblioteca Nazionale di Firenze, alle Biblioteche di Roma, all'lfla e all'Ica. II costo dell'operazione è stimato almeno intorno al mezzo milione di euro. Mezzo milione di cui una fetta è stata coperta dai contributi delle Regioni Lombardia, Toscana, Lazio, Calabria e dalla Provincia di Napoli, che hanno elargito 292 mila euro. Ma il resto deve ancora essere trovato. E non è facile, in un mondo che spende miliardi per le armi, reperire qualcosa per la civiltà. Così "Un ponte per..." ha deciso di darsi da fare e ha chiesto l'aiuto di 14 importanti illustratori italiani per realizzare altrettanti segnalibri, chiamati salvalibri. Quattordici segnalibri dedicati alla salvezza dei libri, ognuno con una diversa illustrazione e con un lago comune: «La cultura è il passato e il futuro dell'umanità». Da questi giorni nelle librerie Giunti, nei negozi del circuito equo e solidale, in altre librerie sarà possibile acquistare, al ridicolo prezzo di un euro l'uno, i salvalibri. L'intera collezione dei 14 salvalibri può essere ordinata on line sul sito www.unponteper.itsalvalibri? per appena 10 euro (e sullo stesso sito trovano le informazioni sui negozi dove è possibile trovarli). È un modo per aiutare un'iniziativa che fa onore non solo a "Un ponte per..." ma a tutto l'Occidente, quell'Occidente visto spesso (e con qualche ragione) come esportatore di democrazia tramite le armi, come dominus di un mondo inquieto e desideroso, magari,di giustizia più che di dominio. L'iniziativa sarà presentata il 9 dicembre al Palacongressi dell'Eur durante il salone "Più libri, più liberi" riservato ai piccoli editori. Sì terrà anche un reading di poesia irachena e un collegamento telefonico con il direttore della Biblioteca di Baghdad.. È un'occasione per fare, davvero con pochissima spesa, qualcosa di utile e di buono non solo per l'Iraq e i suoi libri, ma per l'umanità intera. Un'umanità che ha visto troppe volte la distruzione delle biblioteche, l'incendio dei libri. Tanto per ricordare, i romani regalarono la biblioteca della distrutta Cartagine (era un patrimonio incredibile di conoscenze geografiche e politiche immense) al re Massinissa di Numidia, gran cavaliere, alleato di Scipione e probabile analfabeta. E da allora della grande biblioteca non si seppe più nulla, perduta tra le sabbie africane. Poi venne il turno della grande biblioteca di Alessandria, la maggiore del mondo antico. Distrutta probabilmente a rate, prima dai cristiani nel V secolo della nostra era e, infine, si dice dal califfo Omar al tempo della conquista araba, che ordinò: «Se la biblioteca contiene le stesse cose che sono nel Corano è inutile, se contiene cose diverse è dannosa». Per settimane i bagni pubblici di Alessandria furono riscaldati con i papiri. E una fine non diversa fece la biblioteca di Pergamo. Vennero poi i roghi di libri proibiti dei tempi dell'Inquisizione e poi quelli voluti dai nazisti, in tempi molto più recenti. E, infine, il deliberato incendio e bombardamento della Biblioteca di Sarajevo da parte serba nel 1993, quando un immenso patrimonio andò in fumo sotto il tiro delle granate incendiarie. Ora la biblioteca di Sarajevo sta risorgendo, ma è un guscio vuoto. Le cose distrutte in gran parte non potranno mai più essere sostituite. Un altro colpo alla memoria umana. Lo stesso è accaduto a Baghdad. È bello pensare che, almeno lì, si possa almeno in piccola parte, rimediare alla follia degli uomini, alla loro barbarie, con un piccolo gesto, l'acquisto di uno o più segnalibri.
I salvalibri di Baghdad
In Iraq, la città di Baghdad è stata teatro di uno dei più selvaggi saccheggi della storia, con la bruciatura di case, archivi e libri. Il famoso Iraqi Museum e la "Casa dei Libri" sono stati messi a sacco, con migliaia di volumi e manoscritti andati perduti. Solo pochi hanno lottato contro la barbarie, salvando alcuni reperti. L'associazione "Un ponte per..." sta cercando di ricostruire la Casa dei Libri, con l'aiuto di 14 illustratori italiani e di una campagna di vendita di segnalibri per aiutare a finanziare l'operazione. Il costo dell'operazione è stimato a mezzo milione di euro, di cui 292.
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