Il parere della soprintendenza ai beni architettonici sull'opera di Ligini arriva a cantiere fermo. Il Municipio infatti lo ha bloccato alcuni giorni fa. I comitati; speriamo bene. EUR SPA invece ritiene che il parere dei beni culturali vincoli solo sul piano culturale e si dice sicura che i lavori riprenderanno al più presto, fra circa un mese Dovrebbe riprendere entro fine mese lo smantellamento del velodromo olimpico dell'Eur. Di questo si dice sicuro l'Ente Eur Spa, nonostante l'interruzione dei lavori in via cautelare disposta una settimana fa dall'Ufficio tecnico del Municipio XII e nonostante la "Proposta di dichiarazione di interesse culturale" del Velodromo in base al cosiddetto "Codice Urbani" (decreto legislativo 422004) emanata dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici del Comune. La struttura «rappresenta - si legge nel testo - una realizzazione di interesse particolarmente importante a causa del suo riferimento con l'arte e la cultura del XX secolo, oltre che nella propria qualità di significativo esempio di architettura per lo sport realizzato per le Olimpiadi di Roma del 1960». «Pertanto - continua il documento inviato dalla Soprintendenza al gabinetto del sindaco lo scorso 5 novembre - si applicano in via cautelativa le norme di tutela previste». Il comitato Salute e Ambiente, che riunisce varie associazioni di cittadini che si oppongono alla demolizione del Velodromo, accoglie con sollievo la proposta della Soprintendenza. «Ci fa ben sperare che si possa ridiscutere il progetto di fare proprio in quel punto la Città dell'acqua e del benessere», commenta Matilde Spataro, assessore all'Ambiente del XII Municipio. Ma Eur Spa frena: «è stata male interpretata - dice Fabio Grisanti, responsabile comunicazione dell'ente - la Soprintendenza si riferisce all'idea culturale e non alle mura, al rudere. Cioè chi vincerà il progetto per la cittadella dovrà mantenere il segno architettonico dell'opera disegnata dagli architetti Ligini, Ricci e Ortensi ma non si potrà riavere l'impianto com'era perché è pericolante». L'Eur Spa preme anzi affinchè i lavori riprendano al più presto di modo che almeno una piscina del futuro complesso possa essere pronta per i prossimi mondiali di nuoto e, per quanto riguarda il pregiato legname africano usato 40 anni fa per la pista (e la rimozione del quale è stata oggetto di polemiche), assicura che «sarà appena possibile messo all'asta».
Il Velodromo architettura da salvare
Il Municipio ha bloccato i lavori sul Velodromo olimpico dell'Eur a seguito del parere della Soprintendenza ai beni architettonici. L'Ente Eur Spa ritiene che il parere vincoli solo sul piano culturale e che i lavori riprenderanno al più presto. La struttura rappresenta un'opera di interesse particolarmente importante a causa del suo riferimento con l'arte e la cultura del XX secolo. Il comitato Salute e Ambiente accoglie con sollievo la proposta della Soprintendenza e spera che si possa ridiscutere il progetto di fare proprio in quel punto la Città dell'acqua e del benessere.
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