Alla festa per 120 anni di attività di Civita, un gruppo che fattura 30 milioni, e l'annuncio dei nuovi progetti BAGNOREGIO - Un polo espositivo integrato lungo l'asse Roma-Firenze. Da Valle Giulia all'Arno. Il gruppo Civita, che già gestisce 55 musei in Italia fra i quali la romana Galleria nazionale di arte moderna, punta ora agli Uffizi. «Appena verrà bandita la gara, ci presenteremo», ha annunciato Gianfranco Imperatori, segretario generale dell'associazione. Il banchiere ieri ha fatto gli onori di casa a Palazzo Alemanni, nel cuore dell'antico borgo di Civita di Bagnoregio, nel viterbese. Qui l'associazione no profit ha deciso di festeggiare i venti anni di attività, «perché tutto cominciò fra queste case, durante un pranzo con Gianni Letta, Paolo Portoghesi e altre persone. Insieme decidemmo di lanciare il progetto per salvare il borgo». Civita - come aveva raccontato nei suoi libri lo scrittore Bonaventura Lecchi - era allora «il paese che muore». Piccoli smottamenti e frane per secoli hanno fatto sprofondare lentamente la collinetta. Il centro abitato non è ancora fuori pericolo, ma oggi comunque è una meta per padroni di casa Vip: dal regista Giuseppe Tomatore, allo psichiatra Paolo Crepet, tanto per citare qualche nome. Civita di Bagnoregio sembra dunque avere di nuovo un futuro, «grazie al grandissimo lavoro che abbiamo fatto in questi anni, convogliando risorse pubbliche e private sul recupero di questo luogo suggestivo e unico», ha spiegato Imperatori, parlando davanti al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che a sua volta ha decantato le bellezze di «questi ponti scontrosi ma affascinanti». Secondo il sindaco del paese, Erino Pompei, per salvare l'abitato dove sono sovrapposte testimonianze etrusche, romane e medievali, «serve comunque un intervento del Parlamento». Il ventesimo compleanno di Civita è stato l'occasione per un bilancio del gruppo, che ha la sede a piazza Venezia ed è strutturato in un'associazione (con 160 imprese aderenti) e una società di servizi, per un fatturato complessivo di 30 milioni di euro all'anno, con 180 lavoratori fra dipendenti e collaboratori. Il senatore Antonio Maccanico, fra i soci fondatori e oggi presidente, ha affermato che Civita rappresenta «l'incontro fra cultura e impresa, fra arte ed economia, fra tutela e valorizzazione dei beni culturali e ambientali e nuove tecnologie: sono queste le novità che abbiamo contribuito a introdurre con autorevolezza nel nostro Paese», grazie a «un'intensa collaborazione tra enti di ricerca, imprese e mondo della cultura». «Se il turismo culturale è cresciuto in Italia è anche merito nostro, di come abbiamo gestito i musei, delle importanti mostre che organizziamo ogni anno - ha aggiunto Imperatori -ma per la tutela ambientale serve qualcosa di più: i Comuni devono avere la possibilità di utilizzare la fiscalità locale e chiediamo che il governo ne tenga conto». Un appello accolto dal presidente Napolitano: «Nei limiti dei presunti poteri di suasione morale che mi competono - ha detto non senza un pizzico di autoironia - mi farò portatore delle vostre richieste».