VENOSA. Le catacombe ebraiche di Venosa, uno dei siti più importanti d'Italia nel suo genere, continuano a «riposare in pace». Prima una lunga attesa, circa un anno, per l'inaugurazione, alla ricerca di un'occasione giusta e di un personaggio che tagliasse il nastro, poi, ad inaugurazione avvenuta, la mancanza di personale di custodia che possa garantire la fruizione del sito ai visitatori. Risultato, quell'importante testimonianza archeologica risalente al terzo secolo dopo Cristo è stata visitata solo da pochi eletti nel giorno dell'apertura. Così, mentre domenica prossima a Paestum si svolgerà un convegno per parlare della loro riapertura alla presenza delle più alte cariche istituzionali lucane e campane, ad oggi ancora non si riesce a capire bene quando e come sarà possibile visitarle. A dire il vero, un gruppo di turisti il sito lo visiterà proprio domenica e dunque, chi fosse interessato potrebbe approfittarne e unirsi a loro. Il rischio, altrimenti, è che dovrà rinviare la visita a data da concordare. Eppure, nel depliant informativo distribuito proprio nella giornata di inaugurazione si legge che il sito è visitabile su prenotazione (tel. 0972 36095) dal mercoledì al lunedì dalle 9 alle 20 e il martedì dalle 14 alle 20. Ma basta una telefonata per rendersi conto che non è così. Dalla sede della Soprintendenza di Venosa spigano che indicazioni precise sulla regolamentazione dell'apertura del sito saranno fornite, al più presto, dalla Soprintendenza per i beni archeologica della Basilicata. È, quindi, solo una questione di tempo. Una cosa, comunque, è certa. Per ora le visite possono avvenire su prenotazione e bisogna essere in gruppo perché la carenza di personale alla Soprintendenza di Venosa non consente di tenere un custode sempre disponibile nel sito che, tra l'altro, dista circa un chilometro dalla città. Se, alla luce di questi fatti, appare apprezzabile l'impegno del personale per renderle accessibili le catacombe almeno su prenotazione e per piccoli gruppi appare quanto mai strano, che la pianificazione dell'accesso al sito sia stata posticipata alla sua attesissima inaugurazione. Tra una chiusura e l'altra, infatti, sono circa 12 anni che le visite al sito non sono più concesse. Dopo il terremoto dell'Ottanta, le catacombe, furono ristrutturate ma rese sempre meno accessibili per garantire l'incolumità dei visitatori e del sito stesso. Nel 1995 la loro definitiva chiusura. Dal 2002 la Soprintendenza ha lavorato al loro delicato recupero e consolidamento e negli ultimi mesi anche all'individuazione di una data per l'inaugurazione a cui potessero prendere parte tutte le autorità competenti, n 21 ottobre scorso la consegna delle chiavi da parte dell'amministrazione comunale alla comunità ebraica e, quindi, quella che molti, ma non tutti evidentemente, hanno interpretato come la contestuale apertura al pubblico del sito. E proprio quella cerimonia avrebbe funzionato da lancio pubblicitario alle catacombe, cosa, alla prova dei fatti, che si rivela non solo un'occasione sprecata ma anche un danno per la città che è costretta ad opporre rifiuti alle richieste di visita che, con l'arrivo del ponte dell'Immacolata prima e delle festività di natale poi, si annunciano in crescita.