Gentile Direttore, mi permetto di inviare queste righe all'attenzione Sua e dei suoi lettori per fare chiarezza sulla questione dell'assetto dell'area archeologica di Nora, in merito alla quale recentemente l'Unione Sarda ha dato spazio a dichiarazioni nelle quali, direttamente e indirettamente, sono stato chiamato in causa senza intervenire con replica immediata. In queste dichiarazioni il sindaco di Pula Walter Cabasino ha manifestato preoccupazione per il degrado in cui versa la città antica ed ha fatto riferimento agli interventi condotti dalle Università di Genova, Milano, Padova e Viterbo, indicandoli come in parte responsabili del deprecabile stato di conservazione delle strutture. Come rappresentante dell'Università di Padova e con il sostegno dei colleghi Bianca Giannattasio, Sandro Filippo Bondì e Giorgio Bejor che per le Università di Genova, Viterbo e Milano condividono l'impegno a Nora, mi associo a tali preoccupazioni del sindaco, ma insieme preciso che lo stato di degrado è dovuto al tragico deperimento di edifici da cinquant'anni rimessi in luce e in una percentuale ininfluente alle attività delle Università. Circa puntuali sistemazioni non eleganti (come la protezione del pozzo nel foro) voglio notare che esse costituiscono un minimo elemento stonato in un panorama decoroso in cui operano le Università e che comunque rappresentano assetti "di fortuna" realizzati da Atenei che portano avanti un impegno di ricerca scientifica, ritenuta uno dei pilastri portanti di un civile paese moderno, senza poi ricevere da alcuno fondi dedicati alla sistemazione delle aree indagate. E' impensabile chiedere agli Atenei di contrastare il degrado di Nora senza dotare gli stessi delle adeguate risorse per farlo; e posso garantire che quando queste saranno concesse le aree di scavo diventeranno salotti Proprio in merito al tema delle risorse, va detto che gli Enti preposti (con il Comune in prima linea) hanno in cantiere un progetto di riqualificazione dell'area che porterà all'eliminazione delle situazioni di degrado nella città antica; una preoccupazione in merito è però costituita dal fatto che, all'interno del finanziamento, le risorse destinate alla sistemazione delle aree indagate dalle Università, segnalate per il loro cattivo assetto dal sindaco, siano slittate verso la seconda fase operativa del progetto, posticipando di fatto interventi urgenti e prioritari ora giustamente reclamati. È' peraltro da far presente che negli ultimi venti anni le stesse Università (con il concorso della Soprintendenza archeologica di Cagliari) hanno investito molti denari propri su Nora e da pochi mesi hanno ottenuto un finanziamento da parte di Arcus (Società del ministero Beni culturali) per la messa in sicurezza e il ripristino funzionale dell'area del foro. In questo scenario sarebbe costruttivo che venisse evidenziato anche quanto di positivo a Nora è stato fatto, si sta facendo e si potrà fare. Come Nora sia sullo scenario internazionale grazie alla divulgazione delle Università, come a Nora si siano formati centinaia di studenti, come i vent'anni di scavo costituiranno il valore aggiunto per la divulgazione nel Parco archeologico, come gli scavi abbiano rivoluzionato negli ultimi decenni le conoscenze sulla città antica e come le stesse conoscenze siano state divulgate alla locale cooperativa e alla popolazione con cicli di conferenze. Concludo: spero che in qualsiasi dibattito futuro assieme ai problemi si sottolineino le cose positive. Nora ha bisogno che gli amministratori del Comune e della Regione siedano ad un tavolo tecnico con gli operatori della Soprintendenza e delle Università e discutano un piano di interventi per contrastare il degrado e per dare alla città un grande futuro. Mi auguro però che nessuno dimentichi come le Università, la Soprintendenza e la Cooperativa Coptur abbiano portato a Nora l'amore per la storia, il sudore del duro lavoro e i denari che hanno tenuto viva la più antica città dell'isola. Provo un certo rammarico per come questo sia un po' passato in secondo piano e per come ingiustamente l'attività archeologica sia stata associata al degrado dell'area, ma sono certo che nell'immediato futuro si ritroverà una piena solidarietà d'intenti tra le varie Istituzioni coinvolte e si impiegheranno risorse cospicue per la sistemazione dell'area archeologica onde fare di Nora non solo un centro di alta ricerca scientifica, ma pure un sito di primaria valenza turistica e culturale, fiore all'occhiello del Comune di Pula. JACOPO BONETTO Università degli Studi di Padova. Dipartimento di Archeologia
Sardegna. Nora. Dopo le polemiche sugli scavi. Ora lavoriamo uniti
Il professore Jacopo Bonetto, rappresentante dell'Università di Padova, ha scritto una lettera al direttore del giornale per discutere della questione dell'assetto dell'area archeologica di Nora, in Sardegna. Il sindaco di Pula, Walter Cabasino, ha espresso preoccupazioni per lo stato di degrado della città antica e ha accusato le Università di Genova, Milano, Padova e Viterbo di aver contribuito al suo degrado. Bonetto si è associato alle preoccupazioni del sindaco, ma ha precisato che lo stato di degrado è dovuto al deperimento degli edifici da cinquant'anni e non alle attività delle Università.
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