Sotto la lente d'ingrandimento argomenti caldissimi come turismo, negozi e traffico. Albertazzi : «Ai turisti bisogna insegnare che Firenze è Firenze e che i provvedimenti per questa città non vanno bene come per altre. Ho visto una vitalità che si rifa a una connessione col passato. Ho un'idea che forse non piace a nessuno: i turisti non si possono mandare via ma bisogna insegnar loro a vedere Firenze. Decentrare il centro storico: via il traffico, aiutarsi forse con delle vie aeree. Una cosa di cui Firenze potrebbe farsi promotrice». Camarlinghi : «C'è un elemento che esteticamente è assolutamente incompatibile col centro storico: si chiama traffico. Non c'è niente da fare, la sola presenza di auto nelle strade rende ciò che è bello, brutto». Albertazzi: «E' orribile». Camarlinghi: «Che relazione può avere il cittadino contemporaneo con questa bellezza? Intanto parte dal punto di vista che la bellezza viene occultata: per vederla bisogna guardare in alto. Certo che ci possono essere soluzioni aeree, ma anche sotterranee. Negli anni '60 furono elaborati alcuni progetti per l'attraversamento della città sotto l'Amo, in tempi in cui le risorse potevano essere acquisite. Oggi il turismo di massa non è un turismo che ha relazione con la storia vera di questa città, ma con gli obitori di questa città, coi musei. Che sono la raccolta dei defunti. I turisti vanno a vedere non gli Uffizi, ma Botticelli e le tombe dei Medici. Poi c'è lo shopping: in questo triangolo si completa il turismo. L'incrocio di questi elementi ha dettato un mutamento economico». Colonna: «Pensiamo ad esempio ai locali pubblici: che sono vita. Tu li togli e uccidi una città. Ma non posso permettermi di avere in una città piccola come questa tutti i locali concentrati. Io, come amministratore, che ci faccio? Io non ho la legge: prima avevo le tabelle ora non le ho più. Non si possono vendere carciofi con vestiti. Ma cacciaviti con vestiti sì. Oggi con l'abbigliamento ci sono trucchi, candele, scarpe, saponi, tutto. Questo è il commercio moderno? Io sono sempre stato un liberale ma mai un liberista. L'intervento dell'amministrazione è stato quello di scegliere, di eliminare il centro dal traffico, brutalmente. La tranvia è operazione brutale e definitiva in cui ricostruisco non solo un luogo da un punta di vista urbanistico, ma ex novo dal punto di vista della cultura. Questo mi comporta ripensare a tutto quello che è legato ai luoghi del centro. Ci poniamo il problema di quei luoghi che vengono a perdere le loro funzioni. Cosa succederà di questi grandi edifici tipo il tribunale o i cinema? Questi sono gli argomenti. Queste le domande».