La scoperta è ancora fresca di tufo: cinque tombe greche emerse, come altrettanti trofei archeologici, da una necropoli pazientemente scavata dagli esperti della Soprintendenza archeologica. Il territorio è nobile, le viscere del Museo Nazionale, al limite con il terreno dell'Istituto Colosimo. Maria Luisa Nava, la soprintendente, non vorrebbe che si parlasse del ritrovamento: «Lo scavo è ancora in corso, quando avremo le idee chiare potremo darne notizia». Una prudenza giusta, anzi doverosa, ma le indiscrezioni sono venute fuori alla vigilia della giornata di studio organizzata dal Cnr sui «Sottosuoli di Napoli», all'interno della quale Clemente Esposito, l'appassionato ingegnere speleologo e fotografo, ha allestito una mostra presentando alcune delle tombe emerse dal sottosuolo del Museo. Insieme a un'altra straordinaria scoperta fatta da lui e della quale parleremo più avanti. Due delle tombe greche sono state anche scoperchiate e all'interno, ancora perfettamente conservati, sono stati trovati corredi pregiati di straordinaria fattura. Il ritrovamento è avvenuto nel giardino del cortile retrostante l'ingresso del Museo, durante i lavori per la costruzione del muro di contenimento che delimita il braccio nuovo della fabbrica al confine con l'Istituto Colosimo. Di qui il riserbo del soprintendente e dei suoi collaboratori che nel cantiere lavorano, in tutta segretezza, da alcuni mesi. Tra le indiscrezioni c'è anche quella che riguarda il ritrovamento di un guerriero, ma ne facciamo cenno con il beneficio dell'inventario, mancando un riscontro attendibile. L'unica certezza, al momento, è che questo nuovo filone archeologico aggiunge altra importantissima materia di studio e conferma la straordinarietà del giacimento culturale presente nel sottosuolo del centro antico. Questa è anche la convinzione della Soprintendenza che, però, non si sbilancia. Su una delle tombe, tra l'altro, sono stati ritrovati alcuni graffiti simbolici che indicano la cava dalla quale proveniva il tufo. Nel nostro caso la zona è quella sottostante il cimitero di Santa Maria della Pietà, che è poco distante, in linea d'aria, dal territorio nel quale è avvenuta un'altra scoperta fatta da Clemente Esposito. Che è altrettanto importante, come spiega lo speleologo: «Si tratta di tombe greche che ho scoperto per caso in via Settembrini, proprio nella zona dove qualche anno fa, in seguito ad una alluvione, furono sgomberati alcuni palazzi». E dove oggi si trova il museo Madre. La cronaca della scoperta è molto suggestiva: l'ingegnere si era calato in una cavità svelata da una voragine che si era aperta nel sottosuolo. «I blocchi di tufo spiega avevano sfondato la parete di un pozzo e mi trovai di fronte a una strada del tutto nuova per me. La percorsi fino in fondo e scoprii le tombe che erano inglobate in blocchi di tufo di un metro per un metro». La fortuna, insomma, ha dato una mano allo speleologo. E lo ha fatto anche in un altro caso. Clemente è riuscito a trovare e ad acquistare su una bancarella un'opera del '600, in 22 volumi, dedicata all'acquedotto del Carmignani, della quale, dice, non si aveva notizia. Oggi, nel corso del meeting organizzato dal Cnr, il soprintendente Maria Luisa Nava e la sua più diretta collaboratrice, Daniele Giampaola, parleranno anche questa scoperta sottolineando un concetto scientificamente importante: se per Museo si intende il luogo nel quale si acquisiscono e si conservano i beni culturali per finalità educative e di studio, il sottosuolo di Napoli può essere assimilato a esso per la qualità e la quantità dei resti e dei reperti che quotidianamente svela. Come la scoperta delle tombe greche ha confermato. Il convegno Al Cnr tutti i segreti delle cavità partenopee Stamani, al Cnr di Napoli (via Castellino), a convegno i massimi studiosi del sottosuolo. Teresa Colletta (Storia dell'Urbanistica) parlerà di «Sviluppo della città e riuso delle cavità storiche nel periodo vicereale». Di infrastutturazione urbana, acquedotti e fognature si occuperà il docente di Ingegneria Idraulica Giacomo Rasulo. «Il modello napoletano per la conoscenza del sottosuolo e per la prevenzione di fenomeni dissestivi» è il titolo della relazione di Goffredo Lombardi, dirigente del servizio geologia e sottosuolo del Comune di Napoli. Della tessitura sotterranea della metropolitana parleranno Gianfranco Pomicino, Antonmassimo Di Marino, Raffaele Imparato e Tonio Lalli. Della vita animale del sottosuolo si occuperà Rita Schettini nel suo intervento intitolato «Vite sotterranee. Dalla formica al ratto, c'è vita sotto i nostri piedi». L'antropologo Alberto Baldi racconterà le visioni di Napoli tra alto e basso, nella relazione «II mare sottosopra», che partendo dalla terraferma arriva al mare. Tra le altre relazioni quelle di Vincenzo Orazzo, Gianfranco Caligini, Antonietta Zito, Massimo Sacco, Liliana Bacillo, Giovanni Starace, Angela Verrastro.
Napoli. Sottosuolo..Il Museo nazionale svela una necropoli greca. Tombe anche a Madre
In un cantiere di costruzione del Museo Nazionale di Napoli, sono state scoperte cinque tombe greche che sono state emerse dal sottosuolo. La scoperta è stata fatta durante i lavori per la costruzione di un muro di contenimento che delimita il braccio nuovo della fabbrica. Le tombe sono state trovate nel giardino del cortile retrostante l'ingresso del Museo, e all'interno sono stati trovati corredi pregiati di straordinaria fattura. La Soprintendenza archeologica ha chiesto prudenza e non ha voluto rivelare ulteriori dettagli sulla scoperta.
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