Com'era verde la Brianza. Adesso è prevalentemente grigia. Di asfalto, cemento, villette villini e villazze, strade, centri commerciali (sempre e di più e sempre più grandi), condomini, capannoni e cantieri in un continuum urbano dove il verde è ormai un'oasi di paesaggio che resiste come un relitto dei tempi migliori, mentre le colline e gli scorci intatti rischiano grosso in balìa dell'ingordigia edilizia che semina villette a schiera, quasi in preda alla noia o all'allergia per gli spazi vuoti, un horror vacui che obbliga a riempire, occupare e imbottire ogni centimetro quadrato di terra. In questo marasma senza regole, la Soprintendenza fa da baluardo come può ai soprusi e agli attentati ambientali che si moltiplicano in provincia di Lecco a una velocità inversamente proporzionale all'acquiescenza e all'indolenza dei Comuni sempre più lenti e incapaci di resistere ai progetti privati anche più improponibili. Logico che stare dietro alla corsa alla lottizzazione è una battaglia persa: bloccare le proposte più indecenti di cementificazione, annullare i più sfacciati tentativi di consumo vorace del territorio è l'unica azione possibile. C'è da correre dietro a quattromila pratiche all'anno che si concretizzano alla fine in cinquanta o sessanta stop ai cantieri. I più recenti annullamenti in Brianza sono cinque. A Castello Brianza nel marzo dell'anno scorso la Soprintendenza ha imposto l'alt a un insediamento commerciale prefabbricato su un lotto di 4900 metri quadrati in una zona vincolata. A Cesana ha stoppato nell'aprile del 2006 un edificio residenziale plurifamigliare, sempre in area «di notevole interesse pubblico». A Calco, nel giugno del 2006 ha detto no al progetto di un fabbricato industriale in località Campo-Galendoni, poi ripresentato con modifiche e «documentazione adeguata». È' di qualche mese fa invece la bocciatura di una lottizzazione produttiva-industriale su un'area agricola: i sei lotti di capannoni di varie dimensioni (la più grande di 110 metri per 100) sono stati giudicati un pugno nell'occhio inaccettabile. Ma il Comune di Annone che aveva dato il via libera, probabilmente reitererà l'autorizzazione. Respinta anche nel maggio scorso la lottizzazione residenziale in edilizia convenzionata che a Colle, in località Scerizza, pretendeva di costruire edifici plurifamigliari su un versante terrazzato inedificato: un progetto che è stato giudicato dai Beni ambientali evidentemente al di là di ogni ragionevole tentativo di conciliazione. Respinto al mittente, è probabile che il Comune di Colle ribadisca la sua autorizzazione e che sarà ripresentato con le modifiche richieste per renderlo accettabile. Alla fine il versante terrazzato inedificato beneficerà, si fa per dire, della sua brava colata di cemento.
La verde Brianza è diventata grigia
La Brianza è diventata prevalentemente grigia a causa dell'ingordigia edilizia. Le colline e gli scorci intatti sono minacciati da villette a schiera e da cantieri. La Soprintendenza fa da baluardo contro gli attentati ambientali, ma i Comuni sono lenti e incapaci di resistere ai progetti privati. La Soprintendenza ha annullato cinque progetti di lottizzazione in Brianza, tra cui un insediamento commerciale e un edificio residenziale. I progetti di lottizzazione sono respinti per via della loro inaccettabilità ambientale. I Comuni potrebbero ribadire l'autorizzazione ai progetti respinti.
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