Riccardo Conti è Assessore al territorio della Regione Toscana Non vorrei annoiare i lettori de l'Unità e tornare sui contenuti già espressi due giorni fa in un mio articolo intitolato «La verità del satellite». Ma alcune precisazioni di merito e di stile si rendono opportune. Cominciamo dallo stile. Ci vuole faccia tosta da parte di un giornalista un po' grafomane per dare del ciarliero agli altri. Viene in mente la favola di Fedro del «Lupo e l'agnello». Evidentemente piacerebbero assessori regionali così digiuni di dati da prendere per buona qualsiasi cosa gli venga raccontata da chi si firma comunque «prof». La Regione Toscana ha il vantaggio di avere un ottimo sistema informativo, ottimi dirigenti e anche assessori mediamente colti. Passiamo al merito. 1 - Conosciamo bene gli annuari Istat e i dati usati da Vittorio Emiliani servono per valutare l'uso agrario del suolo. Quello che statisticamente viene chiamata Sau (superficie agraria utilizzata). Ma esso non si identifica affatto con tutto ciò che non viene urbanizzato. I dati sono innocenti. Un certo loro utilizzo rasenta la manipolazione. Vorrei sapere in quale annuario Istat è reperibile la categoria di «territorio libero». I dati del satellite da noi riferiti sono accreditati dall'Unione europea, pubblici e consumabili. Chiunque dunque può accedervi e rilevarne l'inoppugnabilità. 2- Capisco che i Comuni toscani siano indigesti per qualcuno. Ma la mia polemica si riferiva all'Ance toscana (Associazione nazionale costruttori edili) e non all'And (Associazione nazionale Comuni italiani). Dispiace una lettura così distratta e sprezzante del pensiero altrui, che arriva a «sbagliare» i Comuni con i costruttori. Nella storia profonda della Toscana quando si parla di paesaggi e di costruzione della loro bellezza, nessuno può ignorare il ruolo dei Comuni fin dal 1200. In epoca più recente, a me piace ricordare quella grande operazione politico-istituzionale di tutela delle colline toscane che ha visto come protagonisti non qualche soprintendente, ma una generazione di sindaci, agricoltori, artigiani, operai, magari con la quinta elementare, ma con una grande passione per il proprio territorio. 3 - Ci piace la buona architettura la cui riacquisizione richiede uno sforzo complesso dall'alto e dal basso. Di ciò non mancano certo esperienze in Toscana, così come c'è tanta buona urbanistica. Purtroppo ci sono anche episodi di segno opposto. La via maestra, però, non sta certamente in ricette da centralismo ottocentesco. Dell'articolo di ieri di Emiliani sulle pagine di questo giornale non posso neppure condividere le tesi sul paesaggio. Noi preferiamo attestarci sui dettami della Convenzione europea del paesaggio, non a caso sottoscritta a Firenze. La sua applicazione, e il ruolo per le Autonomie locali che essa prevede, è la nostra agenda. Quella che vogliamo attuare anche con l'accordo Rutelli-Martini sul Codice dei Beni culturali.