Il vicesindaco Mario Lugli attacca il presidente di Italia Nostra «Con molta franchezza ritengo sia profondamente sbagliato usare toni allarmistici e parlare di scempio a proposito del comparto culturale al S. Agostino. C'è gente che, in assoluta buona fede, vorrebbe imbalsamare la città e metterla sotto una teca». Il vicesindaco Lugli ribatte alle accuse lanciate da Italia Nostra - rivolte in modo particolare al ministro Rutelli - e dal suo presidente Giovanni Losavio e quasi delinea due diversi schieramenti riguardo la rivoluzione culturale modenese prossima ventura: i conservatori contro quanti vogliono modernizzare il patrimonio storico, farlo vivere. Il magistrato presidente dell'associazione ambientalista aveva invitato Rutelli a non firmare il protocollo d'intesa con Comune e Fondazione Cassa sulla valorizzazione del «nuovo luogo della cultura» composto da ex ospedale S. Agostino e Palazzo dei Musei perché il trasferimento della Biblioteca statale Estense - il nucleo fondante è la raccolta libraria palatina a partire dal 400 - impegna troppo il ministero in previsione del restauro coerente degli spazi settecenteschi. «Il puro e semplice trasferimento dal Palazzo dei musei al S.'Agostino delle biblioteche Estense e Poletti sarebbe poca cosa -prosegue Lugli - se non facessimo anche uno sforzo per ripensare e rinnovare il rapporto con il pubblico e gli utenti. E lo stesso discorso vale per la Galleria Estense e i Musei civici, che allargheranno i loro spazi nell'attuale sede. E' necessario conservare al meglio i grandi patrimoni libra-ri e artistici, ma è altrettanto necessario promuoverli, valorizzarli e farli conoscere». Losavio promette che «Italia Nostra vigilerà tanto che su alcuni problemi ancora sembra non sia chiara la soluzione che verrà adottata: in particolare l'Estense e le sue storielle scaffalature ducali -in parte di Pietro Termanini, lo stesso progettista dell'adattamento dell'attuale palazzo dei musei ad albergo dei poveri, 1771, poi albergo delle arti dal 1880 - come si adatteranno alla nuova sede?». C'è poi la questione della Poletti che, ricorda Losavio «venne posizionata lì come sezione libraria nei musei civici nella formidabile intuizione di legare le arti di origine ducale e quelle civiche in un unico luogo: l'atrio di inizio 900 di Ruini, con la statua ottocentesca dell'architetto Luigi Poletti e i leqni provenienti dal palazzo dei marchesi Campori che fine faranno? Le pitture murali raffigurano artisti modenesi - Begarelli, Malatesta, Crespolani, Poletti stesso - e gli incontri dellarchitetto con papa Pio IX. Deciderà la commissione mista che probabilmente nascerà entro Natale. Lugli - in missione a Londra - propone anche di dotare la parte non monumentale del Sant'Agostino «di spazi commerciali di qualità, come librerie, negozi di antiquariato di valore, prodotti multimediali e luoghi di ristorazione».