Dopo molti silenzi mi permetto di replicare all'ennesimo articolo agro-dolce sulla Toscana di Ulrich (il soprintendente Paolucci, I suppose!) comparso sul Sole-24 ore Domenica del 26 ottobre. Innanzitutto vorrei chiarire che nel caso toscano non si tratta di "devoluzionismo beniculturalistico", ma di federalismo in materia di beni culturali secondo quanto previsto dal Titolo V della Costituzione. Concordo sul fatto che a un visitatore non importi se un museo è statale o comunale, purché funzioni. Osservazione quasi lapalissiana che tuttavia attenta un buon livello di prestazioni anche nei musei degli enti locali. In Toscana circa 220 musei sono di enti locali e molti comuni si sono associati per gestirli meglio sotto il profilo scientifico ed economico. Il pareggio di bilancio per questi musei non è un miraggio: da Massa Marittima e Vinci fino a San Gimignano, che addirittura risana il bilancio comunale con le entrate dei musei. Tutto questo in stretta e continua relazione con le Soprintendenze. Emblematico è il caso dei musei archeologici comunali (es. Piombino) nei quali la stessa Soprintendenza regionale incoraggia l'esposizione ed il deposito di reperti, che altrimenti non sarebbero visibili per il sovraffollamento di oggetti nei musei statali. Quindi al di là delle polemiche, in Toscana, e 'è una seria, feconda e leale collaborazione fra Stato, Regione ed Enti locali, il caso citato di San Miniato non è unico, né isolato. Fa parte di un paziente e costruttivo lavoro, in cui non compaiono prime donne, ma amministratori, funzionari e studiosi che hanno a cuore il destino del patrimonio culturale. E veniamo a Volterra: pinacoteca con "cerotti" ed esposizione parziale al museo Guarnacci. C'è qualcosa che non capisco: non è forse una competenza esclusiva dello Stato quella dì vigilare ed intervenire per garantire la conservazione dei beni mobili ed immobili? Perché allora un alto funzionario che si cela sotto l'anonimato denuncia il grave stato della pinacoteca civica e del museo Guarnacci senza intervenire direttamente ed autorevolmente presso il Ministero, la Soprintendenza competente e, magari, anche la Regione per trovare adeguate e veloci soluzioni? Se è questione di soldi, si possono trovare: anche a Volterra, cometa San Miniato, esiste una Cassa dì Risparmio e nessuno sì vuoi tirare indietro; Certo, per la nuova sistemazione del museo i tempi non sono brevi, ma anche qui è la Soprintendenza competente a dirigere le fasi del progetto in corso. Tempi, fondi, personale che manca sono ormai un ritornello quotidiano quando si parla dì beni culturali statali. Non sarebbe meglio unire le risorse e agire "tutti insieme" ? Il soprintendente Antonio Paolucci mi ha recentemente inviato una richiesta dì finanziamento per una ricerca sul vetro antico: bene, vista la sua drammatica e appassionata denuncia, sarà d'accordo con me nel destinare quella somma a Volterra. Non toglieremo i "cerotti" a tutti i quadri, ma forse, con un eguale concorso di Stato e Regione, restaureremo almeno la splendida Deposizione di Rosso Fiorentino. Per la felicità di tutti, anche di Carlo d'Inghilterra!