Nuovo incontro tra amministrazione comunale, Enel e comitato "Officina degli Antichi Bagni di Torrite" per il recupero dello storico monumento castelnovese. Il sindaco Sauro Bonaldi ha ricevuto in comune il direttore dell'unità Business dell'Enel Amelio Brunelli, il capo del nucleo idroelettrico di Lucca Dario dalla Corte e Andrea Cappelli capo unità esercizio Torrite-Corfino, Bruno Tognini e Mariano Verdigi, rispettivamente presidente e segretario del comitato di Torrite. Si è parlato dei primi sopralluoghi archeologici effettuati sul sito dei bagni di Torrite che hanno confermato l'antichità dei resti e la loro importanza. Bonaldi ha ribadito la volontà dell'amministrazione comunale di salvaguardare i resti degli antichi edifici che, nei secoli passati, destarono l'interesse e l'ammirazione di tanti illustri visitatori e furono oggetto di cure costanti da parte dei duchi di Modena, dei governatori della Garfagnana e dell'amministrazione stessa. «La cosa che ci preme maggiormente è recuperare la sorgente termale dispersa nella galleria di scarico della centrale idroelettrica - spiega il sindaco -. Oggi le risorse idriche costituiscono un bene prezioso per le nostre comunità e non è quindi più accettabile che vengano sperperate acque termali di ottima qualità come affermato anche dalle analisi chimiche e batteriologiche a suo tempo eseguite dal laboratorio del comune di Parma». Un progetto per il recupero delle acque è stato presentato dal presidente del comitato, Tognini, con ipotesi concrete per la riqualificazione dell'area. Il direttore Brunelli, a nome di Enel, ha manifestato molto interesse per le problematiche evidenziate e dai contributi e dalla discussione sono emerse importanti considerazioni. La presenza delle acque termali all'interno della galleria di scarico è stata confermata, oltre che dalla memoria e dalle osservazioni empiriche dei paesani, anche da uno studio del professor Raffaello Nardi risalente agli anni Ottanta ed effettuato per conto dell'amministrazione di Castelnuovo e da una più recente indagine portata avanti da studiosi del Cnr e del dipartimento di scienze della Terra dell'università di Pisa. «Prenderemo in esame un progetto di recupero delle acque - dichiara Brunelli - ne autorizzeremo l'esecuzione qualora naturalmente non emergano controindicazioni in merito alla sicurezza e alla funzionalità degli impianti idroelettrici».