Saltato lincontro tra le maestranze e il sovrintendente Di Benedetto, ora è a rischio la prima di martedì Sindacati sulle barricate, si va verso lo sciopero Confermato linserimento di Picena al posto del dimissionario Ghio Tursi: "Il dialogo sarà presto attività" -------------------------------------------------------------------------------- Le proposte del sindaco Marta Vincenzi, accolte dal consiglio damministrazione del Carlo Felice, non sono servite a fugare le nuvole sul futuro del Teatro dellOpera genovese. Anzi le nuvole si sono accumulate tanto da minacciare tempesta. Ancora una volta la "prima" di unopera è minacciata da uno sciopero. A dichiararlo - ma la decisione ci sarà solo questa mattina - sarebbe lo Snater, il sindacato numericamente più importante. Motivo della protesta la cancellazione dellincontro sindacale inizialmente fissato per questa mattina. Una convocazione che per una parte delle organizzazioni sindacali di categoria (Cgil, Cisl e Cisal) era suonato come una beffa. Il motivo è presto spiegato: la Vincenzi si era impegnata un mese fa a cambiare la governance del Teatro dopo il duro attacco dei sindacati - in modo particolare di Slc Cgil, Fistel Cisl e Fials Cisal - contro il sovrintendente Gennaro Di Benedetto. Il sindaco aveva preso un mese di tempo per sistemare la faccenda. «Al momento non abbiamo alcuna comunicazione ufficiale sulle conclusioni del consiglio damministrazione di giovedì - si lamentavano ieri i sindacalisti - in compenso ci è arrivata la convocazione per un incontro con il sovrintendente Di Benedetto e con due consiglieri. Ma il dialogo con Di Benedetto noi lo avevamo già rifiutato un mese fa. Dovè dunque questo grande cambiamento?» Nel frattempo partivano le pressioni sindacali per convincere la Vincenzi a ricevere le organizzazioni. Il sindaco si sarebbe convinto, ma la sua giornata era già a tappo. Da qui la necessità di far slittare lincontro. A questo punto, convinti Cgil, Cisl e Cisal, entra in gioco lo Snater. Che già il giorno prima aveva minacciato lo sciopero se non fosse arrivata presto una convocazione. «Ora è davvero troppo - accusa il segretario dello Snater, Roberto Conti - domani mattina (oggi per chi legge, ndr) ne parleremo in segreteria, ma mi sembra difficile non arrivare allo sciopero». Insomma il gioco a scavalcarsi da parte delle organizzazioni sindacali continua e si fa più duro. La Vincenzi e il consiglio damministrazione ritenevano che lavere affiancato Di Benedetto con due consiglieri - Guido Repetto e Mario Menini - con lincarico ufficiale di «affiancare il sovrintendente nello sviluppo delle relazioni sindacali» fosse sufficiente ad evitare la conflittualità. Ma evidentemente così non è stato. Ieri un comunicato della Fondazione parlava, a proposito della seduta del Cda di giovedì, della «proposta di maggiore collegialità» e della possibile modifica, ancora però da verificare, di due articoli dello statuto della Fondazione Carlo Felice in modo da ampliare i poteri dei consiglieri. Secondo il comunicato il Cda ha deciso di non rinnovare lincarico al consulente artistico di Di Benedetto, Lorenzo Ferrero, e di prendere atto delle dimissioni irrevocabili del consigliere Alberto Ghio. Il quale, come anticipato da Repubblica, dovrebbe essere sostituito da Luigi Picena. Inoltre il consigliere Alcide Rosina è stato incaricato di gestire i contatti con i soci fondatori pubblici e privati. Il sovrintendente Di Benedetto mette laccento sullurgenza di arrivare alla nomina del direttore artistico, ruolo rimasto scoperto dopo le dimissioni di Alberto Triola a giugno. Daltra parte, si dice che Di Benedetto abbia insistito molto per la nomina del suo consulente Lorenzo Ferrero, ma che questa ipotesi sia caduta anche per lostilità delle organizzazioni sindacali.