«E' la copia di una copia di un progetto di Frank Lloyd Wright» L'architetto Guanci: «L'industriale aveva visto il plastico di un centro di Los Angeles sulla rivista Vitrum» Finalmente, la verità sull'ex Banci. A raccontarla è l'architetto Giuseppe Guanci, presidente dell'Associazione per lo studio e la valorizzazione dell'archeologia industriale pratese che nei mesi scorsi è andato a cercare l'unico uomo che a Prato conosce davvero ogni dettaglio di quell'area industriale: l'imprenditore Walter Banci, che negli anni '50 incaricò gli ingegneri Forasassi e Taiti, di realizzare la sua fabbrica. Ed è proprio Walter Banci a fugare il dubbio che il progetto dell'area che realizzò nel 1953 portasse la firma dell'architetto americano Frank Lloyd Wright. E aggiunge che quel progetto Banci lo aveva visto su una rivista pubblicata in quegli anni da un consorzio di produzione di vetri, che si chiamava "Vitrum". «Qualche mese fa - racconta l'architetto Guanci - sono andato a parlare con Walter Banci perché da architetto che si occupa di archeologia industriale ero davvero incuriosito dalla storia di quell'area. Banci mi disse che era stato negli Stati Uniti, dove era rimasto affascinato dal grande sogno americano del self made man, dell'uomo che grazie alla sua volontà avrebbe potuto modificare il proprio destino. E di questo sogno, faceva certamente parte anche l'architettura di Wright». Tornato a Prato con il pallino dell'architettura organica in testa, Walter Banci trovò sulla rivista Vitrum il plastico di un centro di ricerca di Los Angeles. «Era il centro di ricerche della Union Oil Company che fu costruita a Brea, vicino a Los Angeles - spiega Guanci - ma anche questo, non era un progetto originale di Wright. Bensì un progetto che ne ricalcava un altro, questo davvero firmato da Wright, dell'eliolaboratorio della S.C. Johnson costruito a Racine, nel Wisconsin». Come dire, che l'ex Banci altro non è che la copia di una copia di un progetto originale di Frank Lloyd Wright. Walter Banci, giovane imprenditore pratese e sognatore degli anni del boom economico, nel 1953 chiamò a raccolta gli ingegneri Forasassi e Taiti, ai quali sottopose la fotografia del centro di ricerche di Los Angeles. E i due giovani ingegneri pratesi si misero al lavoro, mettendo nero su bianco l'idea di Banci. «Quello che sorprende di questo progetto - aggiunge l'architetto Guanci - è che un giovane imprenditore pratese anziché costruire un semplice e anonimo capannone in un'area urbana, decise di costruire un'area industriale in piena campagna, organizzandolo in padiglioni parzialmente vetrati, immerso in una specie di bosco urbano impiantato dallo stesso Banci». Le prove raccolte dall'architetto Guanci, il progetto di Forasassi, le foto tratte dalla rivista Vitrum, e le immagini del plastico dell'ex Banci, sono tutte pubblicate sul sito dell'associazione Asvaip, all'indirizzo www.asvaip.it. «Ovviamente quell'area deve essere recuperata - aggiunge Guanci - ma bisognerebbe lasciare il segno di quella grande idea che ebbe Banci, senza radere al suolo un'opera architettonica che è comunque di pregio, anche se non firmata da Wright. Anni fa, quando si iniziò a parlare del polo espositivo, lo stesso Fuksas aveva presentato un progetto, che fu il vincitore del bando, nel quale conservava la parte più interessante dell'area. Tornare ad un progetto di quel tipo significherebbe lasciare il segno della contemporaneità mantenendo comunque la traccia del nostro passato industriale». Taiti: «Chiarire e poi andare avanti». Anche Massimo Taiti, della lista civica Taiti per Prato, si sintonizza sulla stessa lunghezza d'onda dell'architetto Guanci. «Sarebbe auspicabile - dice Taiti - ove possibile, un ripensamento del progetto Fuksas che valorizzasse l'edificio ex Banci». Ma Taiti, che a differenza di Guanci è un politico, risponde anche a chi chiede che quel progetto venga messo da parte. «Anche sull'intervento del Comune nell'area ex Banci - dice - spunta il partitino del no, ancora una volta rappresentato da una scheggia dei Verdi pratesi che si è messa a coda del comitato costituito ad hoc per la salvaguardia di quell'area. Ottenuti tutti i chiarimenti possibili, è però indispensabile procedere con la progettazione esecutiva dell'area, anche per sottrarla al degrado in cui si trova».
PRATO. Banci, ecco la verità sulla fabbrica
L'architetto Giuseppe Guanci ha scoperto che l'area industriale ex Banci a Prato è stata costruita come copia di una copia di un progetto di Frank Lloyd Wright. Guanci ha intervistato Walter Banci, l'imprenditore che aveva commissionato il progetto, e ha scoperto che Banci aveva visto il plastico del progetto su una rivista pubblicata da un consorzio di produzione di vetri chiamato "Vitrum". Il progetto originale di Wright era un eliolaboratorio della S.C. Johnson costruito a Racine, nel Wisconsin. Banci aveva chiamato gli ingegneri Forasassi e Taiti per realizzare il progetto, che è stato costruito in una area industriale in piena campagna.
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