Alla nave sarà dedicato un museo multimediale -------------------------------------------------------------------------------- La campagna di scavi presentata ieri in Comune sul relitto di Punta del Nasuto, una nave oneraria affondata con tutta probabilità in conseguenza di una tempesta 2000 anni fa, costituirà l'inizio di una nuova concezione d'intendere un sito archeologico, della sua conservazione e relativo riutilizzo e sfruttamento. Il tutto in perfetta sintonia con quanto prescritto dalla convenzione dell'Unesco ratificata a Parigi nel 2001. La sinergia fra vari soggetti pubblici e privati, inoltrem formerà il primo tassello per la costituenda Fondazione Marinese, il cui scopo è quello di conservare i tesori storico-culturi del territorio. «Chissà - dice il sindaco, Andrea Ciumei - che questa campagna che abbiamo appena inaugurato possa rappresentare l'inizio di un percorso che porti alla costituzione di una fondazione». In definitiva si tratta di lasciare sul posto il relitto con il suo prezioso carico, senza rimuovere i singoli reperti. I tecnici inizieranno dalla prossima settimana a sorbonare lo scavo, fotografarlo, filmalo e poi ricoprire il tutto: scafo e carico resteranno esattamente nella loro posizione originale a testimoniare ciò che è avvenuto 2000 anni fa in questo specchio d'acqua. Sono stati i pescatori a rivelare che nella zona le reti restavano impigliate in un qualcosa che non sapevano spiegare, dato che le carte dicevano che il fondale era sabbioso; ma bisogna attendere il 2002 per svelare il mistero, quando il biologo Popi Adriani compie un sopralluogo e scopre su un fondale di 64 metri un'infinità di anfore. La scafo non è visibile, ma perfettamente integro custodito sotto la sabbia. «Da quel momento - dice la dottoressa Pamela Gambogi, della Soprintendenza della Toscana - è iniziato l'iter per il recupero del reperto. Siamo in presenza di una nave da carico di epoca classica destinata al trasporto di derrate alimentari a dimostrazione di quanto fosse intenso nell'epoca antica il traffico di imbarcazioni onerarie su rotte di cabotaggio attraverso le isole dell'arcipelago. A dimostrazione di quanto sia alto l'interesse della Soprintendenza per l'Elba è l'imminente inizio del progetto Aethalia che consisterà nella mappatura di siti per la lavorazione del ferro». Insomma, quello che si andrà a realizzare a Marciana Marina è d'interesse europeo: «L'eccezionalità dell'evento - ha rilevato l'archeologo Michelangelo Zecchini - sta nel fatto che il relitto è integro; la sua tomba d'acqua lo custodirà ancora a lungo». L'amministrazione ha individuato una sede dove allestire il primo sistema museale mediatico dell'arcipelago. Sarà l'ex palestra delle elementari. Tutto il materiale rilevato dalla campagna di scavi rappresenterà il vero materiale espositivo corredato da una riproduzione della nave stessa. «L'inizio di questa prima campagna - ha concluso Ciumei - è stato possibile grazie alla collaborazione di molte istituzioni tra queste mi preme ricordare il corpo sommozzatori dei Vigili del Fuoco, l'associazione Explorer Team Chimera, gli Albergatori, il Circolo della Vela, i cantieri marinesi, gli artigiani del corallo, l'Elba Daiving Center, i ristoratori e commercianti, oltre ad un gran numero di marinesi che hanno offerto tempo e mezzi per la riuscita organizzativa».