Ancora atti vandalici a Orbetello, dopo le scritte apparse sui muri dei palazzi lagunari l'estate scorsa, i teppisti prendono di mira un antico muro, che cinge il cortile della ex caserma Umberto Primo, già convento delle Clarisse, affidato alla Sovrintendenza ai beni culturali. Sul muro, antistante l'Auditorium comunale, che si affaccia sulle mura di levante, in pieno centro storico, sono recentemente apparse le scritte "Israele: Muro del Pianto, Orbetello: muro della vergogna". I lapidari murales sono evidentemente messaggi di contestazione anche se i destinatari non sono palesati, in ogni caso sorprende l'abitudine, sempre più frequente, di imbrattare i beni pubblici per lasciare le proprie testimonianze, siano esse anche forti, piuttosto che impegnarsi nella vita di tutti i giorni per affermare le proprie istanze costruttivamente. Orbetello comunque non è nuova a certi fenomeni, infatti è impossibile, arrivando nella cittadina, non notare le scritte che deturpano le storiche porte spagnole che si trovano all'ingresso del paese, le quali vengono sfregiate con messaggi d'amore o rabbia ogni qual volta le Amministrazioni, indipendentemente dal colore politico, abbiano tentato di ridipingerle. Un fenomeno di devianza sociale o semplicemente scarsa educazione? E come può essere arginato? Certo è che di tanto in tanto Orbetello si sveglia e trova sui propri monumenti, sui muri dei palazzi o sui cassonetti della spazzatura messaggi a caratteri cubitali, veri e propri raid periodici, che l'estate scorsa non hanno risparmiato neanche le mura dell'ex ospedale in cui si trova la piccola chiesina di Santa Maria delle Grazie. Barbara Uloremi