VENEZIA «Ha ragione il vicepremier Francesco Rutelli: la cementificazione indiscriminata decreterà la morte del territorio, la fine del nostro turismo, la picchiata dell'economia nazionale e veneta, che di turismo in gran parte vivono. E allora ben venga il reato di frode paesaggistica». Parole di Marco Michielli, presidente regionale di Federalberghi e di Confturismo, preoccupato per «i nuovi milioni di metri quadrati di hotel e case per le vacanze previsti dai piani regolatori dei Comuni Veneti». «Sia chiaro, non sono contrario alla nascita di alberghi, sarebbe contrario alla mia carica sottolinea Michielli ma contesto la mancanza di una programmazione regionale che consenta di spalmare le strutture ricettive in maniera uniforme sul territorio. Ora ci sono zone sprovviste e altre, come Venezia, letteralmente intasate dai posti letto, il cui aumento non necessariamente coincide con la crescita delle presenze. Il settore ha bisogno di regole, rigide e imposte dalla Regione. Altrimenti, se un Comune o una Provincia decidono di bloccare gli insediamenti, quelli vicini li raddoppiano». Insomma, secondo gli operatori di settore la corsa al cemento «vacanziero» rischia di ottenere l'effetto contrario a quello voluto, cioè la fuga dei turisti. «Le abitazioni per le ferie sono terribilmente impattanti sul territorio, anche perché vengono costruite nelle più belle località del Veneto spiega ancora Michielli dovrebbero essere una rarità, un lusso venduto a caro prezzo. E invece costano meno delle prime case di periferia, quindi prolificano. Ormai del nostro territorio, tanto amato dai visitatori, è rimasto poco: se proprio vogliamo farlo violentare da ulteriori insediamenti, vendiamolo a caro prezzo». Secondo il numero uno di Confturismo, prima di erigere altri stabili bisognerebbe restaurare l'esistente. «Il paesaggio è il bene collettivo più prezioso che abbiamo chiude Michielli e il Veneto, come nessun'altra regione italiana, ha in sé il mare, la montagna, il lago, le terme, la collina. Insieme alle città d'arte sono la principale fonte di turismo, uno dei nostri motori economici. Continuare a costruire significa cedere alla sete di guadagno di certi immobiliaristi e speculatori». L'associazione di categoria ha chiesto all'assessore all'Urbanistica, Renzo Marangon, di procedere ad una pianificazione delle strutture turistiche. «Stiamo cercando di risolvere il problema con un atto di indirizzo, che conto di portare in giunta entro la fine dell'anno assicura Marangon . Non è facile affrontare un settore sul quale non abbiamo competenze specifiche, dato che l'urbanistica è delegata ai Comuni, ma cercheremo di operare una sintesi delle esigenze di tutti».