«Il vicepremier ha rilasciato dichiarazioni estemporanee e ha liquidato la nostra lettera, dove si chiedeva al ministro di pensarci bene prima di firmare una convenzione così stringente, come polemica sterile. Rutelli ci dovrà comunque dare una risposta chiara e nel merito». Va giù duro Giovanni Losavio, modenese alto magistrato di Cassazione e presidente nazionale dell'associazione di tutela Italia Nostra, ma del resto anche il ministro - a Modena per il protocollo sul S. Agostino - non era stato leggero. Rutelli aveva detto: «Chi pensa non sia un'operazione di largo respiro sbaglia» e cercando di abbassare i toni: «Non drammatizzerei, il restauro toglierà le superfetazioni recenti». Losavio - ieri alla presentazione dei 50 anni di Italia Nostra a Modena, della nuova sede sulla chiesa di S. Giorgio e su Palazzo Ducale e di un concerto di gala che si terrà sabato al Comunale - ribatte punto su punto. «Prima questione: a mia memoria non c'è stata mai la firma di una convenzione, che impegna il ministero in modo così stringente, avvenuta formalmente lontano dalla sede ufficiale ministeriale - riflette inflessibile - in una sede privata, anche se di prestigio. Secondo, la Soprintendenza competente a suo tempo concesse a Usi e Comune la facoltà di vendere a privati a patto che fosse effettuato un restauro coerente alla storia dell'edificio: se hanno già deciso di inserirci le biblioteche, come facciamo a sapere se questa destinazione d'uso sarà compatibile con la corretta ristrutturazione? Il Ministero si è sottoposto a un grosso rischio». E' un fiume in piena Losavio e ribadisce i punti presenti nella lettera a Rutelli: «le scaffalature di Pietro Termanini, il progettista anche della ristrutturazione tardosettecentesca del Palazzo dei Musei, provenienti dal Palazzo Ducale, dovranno essere adattate alla nuova sede dell'Estense. Un altro scandalo è lo spostamento della Poletti, deciso solo perché anche in questo caso si tratta di libri, ma vorrei ricordare che questo istituto venne messo nell'attuale palazzo come sezione libraria dei musei civici, inoltre che fine farà l'atrio che la caratterizza?» Quest'ultimo, con la statua dell'architetto modenese molto attivo nell'800 a Roma presso il papa e 2 leoni in pietra provenienti da palazzo Campori, presenta pitture murali d'inizio 900 realizzate da Umberto Ruini in elegante stile liberty e raffiguranti modenesi illustri in campo culturale, nonché episodi relativi al Poletti stesso. In effetti questo sembra un problema non affrontato a fondo - lo farà la commissione scientifica che le parti stanno predisponendo? - così come, a parte 2mila 600 mq da destinare allo sviluppo dei Musei Civici, ancora non è chiaro quale sarà la soluzione decisiva per gli spazi imponenti, con uno splendido scalone 700entesco, dell'ex ospedale Estense. «Italia Nostra vigilerà molto attentamente -promette Losavio - come del resto ha sempre fatto in questi anni: grazie a noi ad esempio si è salvato il teatro Storchi, visto che al suo posto si voleva costruire un edificio di 23 piani e ora stiamo vegliando sull'ipotesi della pista ciclabile di Marzaglia che non si può fare secondo il piano regolatore e sulla destinazione dell'ex Manifattura Tabacchi, già manifattura ducale: vogliono farci 150 mini appartamenti!». In occasione dei 50 anni della filiale modenese dell'associazione fondata a Roma da Cederna e Bassani, sabato è previsto un concerto (affrettarsi per i biglietti, inizio alle 20) con arie italiane cantate dai noti maestri Leo Nucci, Paoletta Marrocu, Rossana Rinaldi, Valter Borin e Paolo Ballarin. L'organizzazione è di Pietro Tranchina, noto restauratore: «E' un avvenimento perché fuori dalla normale programmazione e che vede gli artisti, oltre all'agente Mario Dradi, mettersi a disposizione di una buona causa, anche rivolta ai giovani che fino a 26 anni non pagano».
Modena. 'Salviamo il S.Agostino dallo scempio'
Il vicepremier Rutelli ha ricevuto una lettera di Giovanni Losavio, presidente nazionale dell'associazione di tutela Italia Nostra, in cui si critica la convenzione tra il ministero e l'associazione per il restauro del Palazzo Ducale a Modena. Losavio sostiene che la convenzione è stata firmata in modo irregolare e che il ministero si è sottoposto a un grosso rischio. Ha anche criticato la destinazione di spazi per la biblioteca e la Poletti, e ha chiesto che le scaffalature del progettista Pietro Termanini vengano adattate alla nuova sede dell'Estense.
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