Ripartirà a giorni l'attività archeologica in piazza Castellani, ovvero lo studio del muro medioevale emerso proprio là dove dovrebbe "sorgere" la pensilina di Isozaki. Una vicenda che è tutta un programma... «Ma se qualcuno pensa di poter usare l'archeologia come clava a favore del partito del "no", sbaglia di grosso», spiega senza battere ciglio il soprintendente Angelo Bottini. «Su direttiva del ministero, con le altre soprintendenze interessate ai lavori, abbiamo sancito una collaborazione con il professor Riccardo Francovich, docente di Archeologia medioevale all'Università di Siena, e presto apriremo il cantiere rincara la dose il soprintendente Si tratta di scavi archeologici, sia ben chiaro, che hanno tempi ben diversi da quelli "urbani". Il muro, portato in luce un anno fa ma non scavato, è molto probabilmente importante per conoscere la storia della Firenze medioevale. Prima pensavano si trattasse di un muro di cinta, Francovich ha un'idea diversa. Ha ipotizzato possa trattarsi di un'opera di argine all'antico corso d'acqua che passava di lì per poi sfociare in Amo, in seguito diventato il grande fognone sotto via dei Leoni». Già nel luglio 2002 i resti millenari di cinque uomini avevano sbarrato il passo alla pensilina della discordia, progettata da Arata Isozaki per gli Uffizi. Le ossa, venute alla luce all'angolo con via della Ninna, si erano trasformate nel "pretesto" per mettere un po' di tempo in mezzo alla spinosa polemica in corso tra i sostenitori del rivoluzionario progetto dell'architetto giapponese, e i tanti che invece gridano all'orrore per l'avveneristica struttura. L'ipotesi avanzata dagli esperti, fu che si trattasse di scheletri derivati dalle sepolture della vicina chiesa di San Piero in Scheraggio, inglobata dal Vasari nella costruzione degli Uffizi. E la soprintendenza non ritenne necessaria la sospensione dei lavori in corso. «Ora siamo di fronte a un ritrovamento ben diverso sottolinea il soprintendente archeologico per la Toscana Prima di decidere cosa fare, dobbiamo, da studiosi, dare una precisa inquadratura storica al muro, che risale a un periodo compreso fra il X e il XII secolo al massimo. La soluzione di questo problema avrà riflessi sulla sistemazione di questo spazio di piazza Castellani, dove va la pensilina. Anzi, a essere precisi, abbiamo trovato il muro proprio facendo il pilastro di fondazione della pensilina». Che succederà, dopo? «Non sono in grado di dire quali soluzioni tecniche verranno prese prosegue il professor Bottini II progetto può essere variato e la nuova struttura spostata, oppure, una volta studiato, potremo anche decidere di andare avanti e aprire una breccia nel muro medioevale. Non esiste sacralità assoluta: la città ha una sua immagine medioevale ancora preservata. E poi non dimentichiamo che siamo nel centro di Firenze, non a New York, se non fossero ammesse manomissioni, non potremmo mai fare scavi di servizio...». Quindi, professore? «Una soluzione si trova, ma l'archeologia, lo ripeto, non può essere la clava per abbattere la pensilina».