A Parigi, all'Unesco, aspettano la candidatura di Latina. Secondo i funzionali interpellati, le Città di Fondazione dell'Agro Pontino (insieme a LatinaLittoria, anche Sabaudia, Pontinia, Aprilia e Pomezia) e le opere della bonifica e della colonizzazione (canali, idrovore, poderi, fasce frangivento) hanno tutte le carte in regola per far parte della Lista del patrimonio dell'umanità. Rappresentano un esempio unico al mondo della capacità dell'Uomo di trasformare il caos della Natura - le paludi pontine - nell'ordine produttivo e artisticamente coinvolgente che è ogni giorno sotto i nostri occhi. Meritano di essere tutelate, conosciute, valorizzate - anche come occasione di sviluppo economico fondato sul turismo culturale. Le autorità istituzionali sembrano essere tutte d'accordo. Il sindaco Zaccheo è entusiasta e sta studiando un evento per presentare l'iniziativa in occasione delle celebrazioni del 18 dicembre; il sindaco di Pontina Tombolino e di Sabaudia Maracchioni hanno dato il loro sostanziale appoggio; gli assessori alla cultura della Provincia e del Comune di Latina, Bianchi e Creo, stanno preparando una mozione da presentare in giunta o in consiglio. Sono dalla nostra parte anche insigni studiosi ed intellettuali, italiani e stranieri: come la professoressa Mia Fuller dell'Università di Berkeley in Califomia, lo scrittore e storico Antonio Pennacchi, il Direttore generale della Fondazione Valore Italia Umberto Croppi. Calorosamente a favore Alleanza nazionale: il capogruppo Bruni, il consigliere Di Giorgi, Marilena Sisca responsabile del Diparti» mento scuola. E persino la sinistra moderata di Latina Riformista, che fa capo al consigliere De Marchis, ha speso parole di elogio. La candidatura è ancora tutta da preparare. Bisogna compilare schede per ogni singolo bene. Dovrà occuparsene un comitato formato da persone altamente qualificate e dinamiche. La concorrenza è spietata, bisogna fare le cose per bene. Altrimenti si rischia di perdere una grandissima occasione. Ma l'Unesco non basta; occorrono progetti e iniziative forti. Occorre costituire un centro di ricerche interuniversitario sulla bonifica, la colonizzazione e le città nuove - come fondazione autonoma o magari come sezione della Fondazione del Palazzo della Cultura - per realizzare iniziative editoriali, per avviare programmi di ricerca in collaborazione con università ed enti italiani e stranieri, per mettere a disposizione degli studiosi i mezzi per fare ricerca (biblioteca specializzata, archivio, foresteria), per registrare le voci dei pionieri e di tutti gli altri artefici della bonifica con un vasto progetto di storia orale che ancora attende di essere realizzato. Occorre avviare in tempi brevi un censimento integrale dei poderi dell'Agro pontino, di cui rimangono in piedi pochi esempi in buono stato di conservazione. Occorre istituire un duplice museo delle città nuove (con sede in un edificio storico) e della bonifica e colonizzazione (in una sede decentrata, capace di coinvolgere le giovani generazioni con forme innovative di esposizione e di didattica) - per attrarre visitatori da tutto il mondo. Occorre dotare di pannelli informativi tutti gli edifici storici delle cinque città di fondazione dell'Agro pontino; occorre, magari, recuperare la memoria della toponomastica originaria. E poi trasformare la nostra storia in opportunità: ad esempio, preparando un progetto congiunto di valorizzazione su scala europea con le città nuove di epoca fascista del Dodecanneso greco (a Rodi e Leros) e i villaggi fatti costruire da Franco in Spagna tra gli anni '40 e '60 sul modello pontino; soprattutto organizzando un Festival della Storia contemporanea - sul modello di quello della scienza di Genova, della creatività di Sarzana, della letteratura a Mantova - per fare di Latina la capitale del Novecento. La Storia non è solo sguardo critico verso il passato; è anche occasione di confronto sul presente e sul futuro, è una risorsa che attende di essere valorizzata. L'UNESCO è l'organizzazione internazionale che, in ambito Onu, si occupa di cultura, istruzione, scienze. Ha sede a Parigi e conta 193 Stati membri. In virtù della Com'ezione sul patrimonio culturale e naturale dell'umanità del 1972,l'Unesco ha istituito una Lista in cui sono iscritti i più importanti siti archeologici, monumenti, centri storici e paesaggi che vanno salvaguardati e trasmessi alle nuove generazioni - garantendo sostegno scientifico ed economico (con un fondo annuale di 4 milioni di dollari). Con le nuove inclusioni dei 2007, il totale dei siti è ormai dì 851 : dal Colosseo alle Missioni dei Gesuiti in America Latina, da Versailles alla Grande barriera corallina in Australia, da Brasilia alla Grande muraglia, da Yellowstone al Vaticano. Latina, le città di fondazione dell'Agro pontino e le opere della bonifica e della colonizzazione sarebbero in eccellente compagnia. Chi sono gli altri candidati Progetto «strategico» Ogni Stato membro dell'Unesco ha la facoltà di proporre che siti di interesse culturale o naturalistico sul proprio territorio vengano inclusi nella Lista del patrimonio mondiale dell'umanità. L'iter può essere avviato da qualsiasi ente territoriale (comune, provincia regione), dalle sovrintendenze, dal Ministero per i beni e le attività culturali. Le candidature vengono trasmesse a quella che in Italia si chiama Commissione nazionale per l'Unesco: che seleziona le candidature più meritevoli e meglio presentate, includendole nella lista nazionale. Ogni anno, l'Assemblea dell'Unesco sceglie dalle liste nazionali i nuovi siti da includere nella Lista mondiale. Nei prossimi anni saranno privilegiati proprio siti di architettura contemporanea, oggi estremamente sottorappresentati a parte Brasilia, Tel Aviv e poco altro. Nella lista italiana aggiornata al 2006 non esistono nostri rivali; ma la Triennale di Milano, l'Eur di Roma e la Mostra d'Oltremare di Napoli si sono già attivate. Bisogna recuperare in fretta il poco ritardo accumulato; l'esito finale, però, è potenzialmente a nostro favore.
Il sogno Unesco. Le città di Fondazione nella lista del patrimonio dell'umanità
A Parigi, l'Unesco aspetta la candidatura di Latina e delle Città di Fondazione dell'Agro Pontino. Le opere della bonifica e della colonizzazione, come canali, idrovore, poderi e fasce frangivento, sono state identificate come un esempio unico al mondo della capacità dell'uomo di trasformare la natura in ordine produttivo e artistico. Le autorità locali e studiosi sono a favore della candidatura, che potrebbe portare sviluppo economico e valorizzazione culturale. La candidatura richiede la compilazione di schede per ogni bene e la costituzione di un comitato di esperti. L'Unesco ha già selezionato siti di interesse culturale e naturale da includere nella Lista del patrimonio mondiale dell'umanità.
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