Denunciati sette writers. De Corato: più severità I controlli. Quindici vigili urbani del Radiomobile pattugliano le zone più a rischio, soprattutto il centro storico di notte Lavorano soprattutto di notte. Fanno appostamenti, seguono indicazioni, controllano le zone più a rischio: le strade, i sottopassi, le gallerie delle metropolitane, i palazzi storici. E, alla fine, colpiscono. La squadra antigraffiti del Nucleo radiomobile della Polizia municipale ha cominciato a lavorare il 26 giugno scorso. Otto uomini all'inizio, oggi sono 15 ed hanno già denunciato 7 persone (più altre 14 per scippo o spaccio), 4 delle quali prese in flagranza di reato: bomboletta in ma-no, davanti al muro su cui stavano lasciando la loro sigla. Fra i denunciati, anche un paio dei nomi "storici" dei graffi-tari di Milano. «n problema spiega il vi-cesindaco Riccardo De Corato è che l'iter giudiziario è lunghissimo. Si parte dall'articolo 639 del Codice Penale che punisce il deturpamento e l'imbrattamento delle cose altrui. La multa prevista va dalle 200 mila lire ai 2 milioni e la denuncia scatta immediata nel caso in cui l'immobile sporcato sia all'interno del centro storico». Il vicesinda-co ha depositato un disegno di legge che prevede, fra l'altro, la reclusione fino a 3 mesi, che diventano 12 nel caso di centri storici o immobili di recente costruzione. L'attivazione del nucleo antigraffiti era stata decisa dal consiglio comunale su proposta del consigliere Fabrizio De Pasquale (FI) che aveva presentato una mozione, l'unica firmata finora dal consigliere Silvio Berlusconi. Ed è l'unica esperienza del genere in Italia. Prima, c'è stato un periodo di studio del fenomeno, che a Milano è particolarmente radicato e che è diventato addirittura oggetto della tesi di laurea di uno dei vigili della task force. «I risultati spiega Roberto Fazzini, responsabile del Nucleo radiomobile sono difficili da ottenere, anche perché i writers, sia quelli considerati artisti, sia i ragazzi che scarabocchiano sui muri con i cosiddetti tag, vengono disincentivati da questi controlli continui». Anche perché il rischio, se pur non immediato, è significativo in termini economici: «Al tavolo della prefettura che gestisce il tema dei graffiti sottolinea De Corato dove sediamo insieme al coordinatore dei Giudici di Pace, Dattolico, e a un rappresentante della Procura, il dottor Targetti, abbiamo convenuto sul fatto che, nel momento in cui una firma è riconoscibile, se l'autore del graffito viene denunciato deve rispondere di tutti i graffiti sparsi per la città a sua firma». Insomma: la multa di mille euro potrebbe diventare di diecimila, per dieci scritte individuate in dieci punti della città. In più, i condòmini di ogni stabile imbrattato potrebbero intentare un'azione civile contro il graffitaro. «Arte» o reato? Via al confronto Si apre oggi, alle 15.30, il convegno sul graffitismo vandalico dal titolo «Non scriverlo sui muri», promosso dall'Associazione nazionale antigraffiti e ospitato nella Sala Alessi di Palazzo Marino. Partecipano, tra gli altri, il vicesindaco Riccardo De Corata, il sostituto procuratore Riccardo Targetti e Stefano Zecchi, docente di Estetica.