Gli ingegneri Raffaella Brani e Alfredo Brognara, responsabili dei Lavori pubblici del Comune, non meritano di andare a giudizio per i lavori di ripavimentazione dell'ultimo tratto di Strada Maggiore, bloccati dalla Soprintendenza e poi ripresi tra la fine di agosto e lo scorso ottobre. Ma la richiesta di archiviazione del pm Antonio Rustico, controfirmata dal Procuratore capo Enrico Di Nicola e trasmessa alle amministrazioni coinvolte, non risparmia critiche e censure all'operato del Comune e, sia pure in minore misura, della Soprintendenza. «Equivoci e confusioni potevano evitarsi scrive il magistrato che ha condotto l'inchiesta se il Comune avesse presentato e la stessa Soprintendenza avesse preteso un progetto più chiaro e preciso». Secondo il pm Rustico «è mancato, oltre al rigoroso rispetto delle procedure di legge soprattutto in tema di completezza e chiarezza dei provvedimenti amministrativi, la opportuna e personale collaborazione tra gli stessi funzionali pubblici». Come si ricorderà la Soprintendenza aveva bloccato i lavori dopo che il Comune aveva sostituito gli antichi basoli con un asfalto nero, quindi li aveva fatti riprendere con l'impegno a colare un asfalto «rosso Bologna» che ha un impatto meno devastante rispetto al colore dei portici e degli edifici circostanti. Secondo la Soprintendenza i lavori mancavano della preventiva autorizzazione e, a tacer d'altro, erano iniziati senza l'ulteriore comunicazione prevista dalla normativa urbanistica. Di conseguenza i due ingegneri erano stati indagati per violazione del vincolo storico-architettonico. Secondo il loro difensore, avvocato Raffaele Miraglia, l'autorizzazione era invece contenuta nel via libera al «Progetto di manutenzione delle pavimentazioni storielle», un piano decennale proposto dal Comune e autorizzato dalla Soprintendenza tra il settembre e il novembre 2006. «Per quanto possa apparire paradossale ha scritto Rustico nella richiesta di archiviazione due uffici pubblici con specifica competenza tecnica interpretano argomentatamente il provvedimento in modo opposto, l'uno ritenendo e l'altro escludendo che il parere favorevole riguardasse Strada Maggiore». Paradossale ma penalmente irrilevante: «Anche nel caso di interpretazione aderente a quella della Soprintendenza conclude il pm il reato a carico dei funzionali comunali non sarebbe punibile, avendo i predetti ritenuto senza colpa grave di essere già in possesso di idonea autorizzazione».
Bologna. I pm: Strada Maggiore, gli sbagli del Comune
Gli ingegneri Raffaella Brani e Alfredo Brognara, responsabili dei Lavori pubblici del Comune, sono stati indagati per violazione del vincolo storico-architettonico per i lavori di ripavimentazione dell'ultimo tratto di Strada Maggiore. La Soprintendenza aveva bloccato i lavori dopo aver sostituito gli antichi basoli con un asfalto nero, quindi li aveva fatti riprendere con un asfalto rosso Bologna. Il pm Antonio Rustico ha richiesto l'archiviazione del caso, affermando che il Comune e la Soprintendenza non avevano seguito le procedure corrette e che mancava la collaborazione personale tra i funzionali pubblici.
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