A qualsiasi sconosciuto faccia ingresso in questi giorni in Sovrintendenza viene chiesto: «È un commissario?». Alla domanda non si sfugge, perché da fine agosto nella sede via Ausonia è un viavai, se non un assedio, di funzionari con cartella sottobraccio. Sono i 224 commissari ad acta nominati dall'assessorato regionale ai Beni culturali e ambientali. È una folla di tecnici indicati su richiesta di singoli cittadini che non hanno ottenuto nei termini di legge il rilascio di un'autorizzazione per opere edilizie di vario genere, in zone sottoposte a vincolo paesaggistico o riguardanti costruzioni di interesse storico artistico. Ed è anche un bel garbuglio dal punto di vista amministrativo, perché tutti i commissari ad acta sono funzionari di altre sovrintendenze. Vengono in missione (ovviamente pagati) dalle sedi di Trapani, Caltanissetta e Agrigento. Colleghi che si sostituiscono a colleghi (o meglio al sovrintendente) e chiedono che vengano recuperate pratiche giacenti da mesi quando non da anni. E che per di più debbono a loro volta firmare o negare l'autorizzazione attesa dal privato entro 60 giorni dalla nomina, termine oltre il quale scatta il famigerato silenzio assenso che può rendere legali piccole e grandi irregolarità. La progenie di questa folla di commissari ad acta è tutta nell'articolo 111 della finanziaria 2002. Dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, il 17 aprile scorso, viene considerato il termine di 90 giorni per il rilascio delle autorizzazioni da parte delle sovrintendenze. Trascorso il termine, viene data al privato la facoltà di chiedere entro 30 giorni la nomina del commissario. Ed ecco arrivare le prime 379 istanze per la nomina di commissari. Statistica presto fatta: 377 provengono da Palermo e provincia (ma una è stata respinta), una da Catania, una da Messina. La Sovrintendente Adele Mormino su questa faccenda perde il buonumore: «Lavoriamo con 10 architetti in un bacino di utenza da un milione e 600 mila abitanti - dice -. La stessa finanziaria diceva che avremmo potuto aver assegnato nuovo personale dai Beni culturali. Il che non è accaduto. Operiamo in una terra dove i fenomeni di abusivismo sono in crescita e il nostro carico di lavoro è spaventoso». Buona parte delle istanze riguarderebbe progetti con lavori di piccole dimensioni: prospetti da rifare, aperture di finestre. Le zone più interessate sono i comuni delle Madonie: Lascari, Polizzi Generosa, Cefalù, Isnello, le Petralie ma anche Carini. I commissari hanno rilasciato finora 80 autorizzazioni, su 11 progetti hanno espresso parere negativo e in una decina di casi, nonostante tutto, è scattato il silenzio assenso. «È vero, la Sovrintendenza ci aveva chiesto di inviare un gruppo di Lsu tra quelli laureati in architettura o più qualificati- dice Giuseppe Grado, direttore dell'assessorato regionale Beni culturali e ambientali -. La ricognizione spettava all'assessorato Lavoro, e non c'è stata. E comunque stiamo lavorando alla riorganizzazione della sezione della Sovrintendenza che si occupa dei vincoli architettonici e paesaggistici». Così è, per il momento. Ma è anche vero che nella sede di via delle Croci, il personale attende ora una nuova ondata di istanze, provenienti dalle altre province.