Lo sviluppo del turismo dev'essere valutato attentamente, affinchè non impatti negativamente sulla conservazione del patrimonio archeologico e possa apportare benessere alla comunità cui appartiene. E stato questo il tema affrontato da Taleb Rifai, vicesegretario generale dell'Omt, nel convegno di apertura alla decima Borsa mediterranea del turismo archeologico di Paestum. Per conciliare conservazione e sviluppo dell'economia del turismo occorre definire un codice etico globale del turismo sostenibile, controllare con attenzione i flussi dei visitatori, coinvolgere le comunità locali nella gestione dei siti archeologici. Questi, insieme alla cultura e alle tradizioni, rappresentano gli elementi che connotano l'identità di un popolo e che costituiscono i punti di forza dell'offerta turistica della Libia, paese ospite della borsa di Paestum, come ha affermato il segretario generale del turismo, Ammar Mabrouk El Tayef. La necessità di un coinvolgimento delle comunità nella conservazione e valorizzazione dei siti archeologici deve però partire da una diversa considerazione degli stessi, come ha sottolineato in un altro convegno Carla Maurano, responsabile gestione del patrimonio culturale del Centro universitario europeo di Ravello: essi dovrebbero essere inseriti nel contesto dei paesaggi culturali e, quindi, come testimonianze del rapporto uomo-ambiente. Un esempio è costituito proprio da Paestum, che è inserito nel patrimonio Unesco non come sito archeologico ma come paesaggio culturale, superando così il valore puramente estetico. I paesaggi culturali, purtroppo, sono entrati da ultimi come categoria di bene culturale nella lista dell'Unesco.
Un codice etico pro sostenibilità
Il vicesegretario generale dell'Omt, Taleb Rifai, ha sottolineato l'importanza di conciliare la conservazione del patrimonio archeologico con lo sviluppo dell'economia del turismo. Per raggiungere questo obiettivo, è necessario definire un codice etico globale del turismo sostenibile e controllare con attenzione i flussi dei visitatori. Le comunità locali devono essere coinvolte nella gestione dei siti archeologici.
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