L'Archivio di Stato raccoglie reperti che vanno dal Medioevo all'inizio del Novecento L'Archivio di Stato di corso Vittorio Emanuele e della Gancia è il «deposito della nostra memoria», uno scrigno che conserva 50 chilometri lineari di scaffalatura a più piani di documentazione dove si costruisce la nostra identità. E' un luogo misterioso, ricco di storia, ma anche di polvere. Attualmente è in fase di ristrutturazione la sede del Cassaro, l'ex Casa dei Padri teatini che è annessa alla chiesa della Catena. I religiosi vi edificarono nel 1602 un convento, successivamente dotato di un chiostro, che fu loro dimora finché non si trasferirono in piazza Vigliena. Nel 1812 nell'edificio di corso Vittorio Emanuele venne organizzato un ospedale per i feriti delle truppe britanniche. E due anni dopo si diede vita alla istituzione dell'Archivio di Stato. Trae origine dal Regio dispaccio dell'll febbraio 1814 che disponeva l'istituzione di un archivio generale con il compito di riunire le scritture di tutti gli uffici centrali e periferici della Sicilia. In realtà cominciò a funzionare a pieno regime dal 1844. Contiene ingente documentazione per la storia della Sicilia e non solo. C'è una sezione che comprende manoscritti diplomatici dei numerosi governi siciliani, delle supreme magistrature, degli organi consultivi del regno, della Cancelleria, della Camera regionale, della Regia segreteria dei viceré. Insomma, ci vorrebbero giornate intere per elencare l'enorme patrimonio. Diciamo che si parte dal periodo medievale per arrivare agli inizi del Novecento. Un reperto di notevole interesse è una concessione di Adelasia del 1099. Molto antico è il fondo Diplomatico, che assume il nome di Tabulari. Salvo poche eccezioni riguardanti privati o università, le pergamene provengono in massima parte dagli archivi di corporazioni religiose soppresse. Fra i maggiori fondi ricordiamo l'Ospedale Grande di Palermo (secolo XI-XVIII), Santa Maria di Valle Giosafat, Commedia della Magione. Altri fondi pergamenacei contengono scritture risalenti al XII secolo, diverse scritte in greco o in arabo. Nell'Archivio di Stato è custodito un prezioso sigillo in cera rossa dell'imperatrice Costanza. C'è anche un Privilegio di Federico II in favore dell'ospedale della Trinità dei Teutonici di Palermo. E' firmato febbraio 1219. Notevole anche il patrimonio del Tribunale del S. Uffizio che venne istituito nei primi anni del Cinquecento. Nei secoli ha subito gravi perdite. Venne bruciato nel 1783, dopo l'abolizione dell'Ufficio. Così rimasero solo gli atti riguardanti le liti civili e pochissime carte criminali. Queste scritture superstiti si sono ridotte ad un terzo a causa degli eventi bellici. L'unica serie intatta è quella dei registri della ricevitoria (anni 1500-1798). Il re di Sicilia - in grazia della bolla di Urbano II del 1098, in favore del conte Ruggero - aveva il privilegio di legato a latere del pontefice in Sicilia. Vi sono inoltre un infinito numero di atti notarili dal secolo XIV al XIX secolo, svariati tabulari con pergamene risalenti all'età medievale, autografi, epistolari, manoscritti risorgimentali. Una interessante documentazione ha per protagonista Luisa Sanfelice, arrestata e condotta in carcere dopo la rivoluzione del 1799. Fu accusata di avere rivelato i nomi degli appartenenti ad una insurrezione borbonica. La condanna a morte venne eseguita il 13 settembre 1799. Altri reperti cartacei ben conservati sono legati scrittrice Eleonora de alla Fonseca Pimentel. Alcuni faldoni contengono carte relative alla illuminazione pubblica a Palermo. Non mancano i contratti di appalto tra il Municipio e le ditte Favier e Schuckert di Norimberga. Interessante la planimetria del terreno concesso dal Comune alla società Schuckert; documenti di lavori di spostamento delle linee telegrafiche per evitare interferenze con la costruendo linea elettrica ad alta tensione. All'Archivio di Stato si può accedere anche attraverso Internet. Sono attualmente disponibili in web le schede relative a 3.500 unità archivistiche e le riproduzioni digitali (in formato jpg a 96 dpi) di 1032 documenti.
Palermo, Archivio. Lo scrigno della memoria
L'Archivio di Stato di Palermo è un deposito storico che conserva reperti dal Medioevo all'inizio del Novecento. La sua sede è in corso Vittorio Emanuele e della Gancia, dove si trova l'ex Casa dei Padri teatini e l'ospedale per i feriti delle truppe britanniche. L'archivio è stato istituito nel 1814 e contiene documentazione per la storia della Sicilia, comprese scritture diplomatiche, manoscritti, tabulari e atti notarili. Tra i reperti più antichi ci sono la concessione di Adelasia del 1099 e il fondo Diplomatico, che contiene pergamene risalenti al XII secolo.
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