Assemblea Acer, la ricetta Cremonesi Vetroni: migliorare la qualità architettonica L'alleanza I costruttori chiedono anche un patto per la legalità fra le istituzioni, le imprese e i lavoratori stranieri L'assemblea annuale dei costruttori ha affrontato fra l'altro, anche il problema del nuovo Prg definito «già in ritardo» La «prima volta» di Giancarlo Cremonesi. Il presidente dell'Acer, l'associazione dei costruttori romani, alla sua prima assemblea annuale, ha lanciato «una nuova alleanza per Roma», da realizzare attraverso la sottoscrizione di sette «patti» per «rafforzare e modernizzare le infrastrutture, rispondere all'emergenza abitativa, garantire il rispetto della legalità e della sicurezza nei cantieri, accompagnare il processo di crescita delle imprese». Alla vigilia dell'approvazione definitiva del piano regolatore («sarà in consiglio comunale entro gennaio», ha annunciato il vicepresidente della Regione Lazio Massimo Pompili), l'Acer rilancia: «Bisognerebbe approvare una serie di "progetti speciali" laddove vi sia la necessità di sviluppare nuove direzionalità - spiega Giancarlo Cremonesi - per i quali sarebbe ora di metter mano alla semplificazione delle procedure burocratiche». Il piano regolatore? «è già di mezza età - dice il presidente dell'Acer - cinque anni per l'approvazione sono tanti per un piano di dieci anni». «Il piano va approvato punto e basta. Poi si attuerà», sono le secche parole dell'assessore all'Urbanistica Roberto Morassut di fronte a qualsiasi ipotesi. Ma sullo snellimento dell'apparato burocratico è d'accordo il sindaco: «Si facciano rapidamente le riforme istituzionali - ha detto Walter Veltroni - Per snellire l'apparato burocratico e per fare dell'Italia un paese più anglosassone». L'obiettivo prioritario dell'associazione dei costruttori romani è quello di «rilanciare lo sviluppo e la crescita della capitale». Dove l'edilizia «settore industriale centrale», è minacciata da «nuvole che si addensano e devono essere sgomberate dal forte vento dell'impegno comune - ha detto Cremonesi - perché emerge un rallentamento (meno 15 per cento nel 2006 rispetto il 2005) degli atti di compravendita degli immobili» e quelli «sull'andamento degli appalti pubblici non sono rassicuranti». In un settore dove vi è un incremento del 25 per cento dei lavoratori denunciati e dove il 40 per cento della manodopera regolarmente iscritta (circa 60 mila operai) è formata da non italiani (25 mila), prevalentemente originari dell'est. «Qualora diminuisse la capacità produttiva delle costruzioni - ha detto Cremonesi - si registrerebbero effetti negativi in primis sull'occupazione. Proponiamo allora un "Patto sulla legalità" che colleghi tra loro istituzioni, imprese, lavoratori». E da qui gli altri: per «l'emergenza abitativa che deve affrontare numeri da esodi biblici» (confermati dal sindaco: «arrivano 800 persone a settimana, sono flussi enormi»), per la quale vanno individuate aree a basso costo perché mancano; per «l'adozione di comportamenti virtuosi negli appalti pubblici». Edilizia in crisi? La risposta di Veltroni è nei numeri: «il settore a Roma torna a crescere nel 2006 con un aumento del valore aggiunto pari al 3,8 per cento nella nostra area, contro il 1,6 a livello nazionale, e in dieci anni le imprese sono passate da 21.221 a 34.809». Ancora: «con l'approvazione di 230 delibere, 300 entro il 2007, sono entrati in fase attuativa 19 miliardi di euro di investimenti edilizi, oltre 3,6 miliardi di euro l'anno». E ai costruttori il sindaco, che da quando ha «assunto impegni fuori del raccordo anulare» registra «più acrimonia verso la città per averla nei miei confronti» chiede «di fare proposte in project fìnancing e più attenzione alla qualità architettonica. Si è costruito troppo a risparmiare, affidando a chi costava meno». Ma l'opposizione, con Marco Marsilio, capogruppo di An in consiglio comunale, e con Michele Baldi di Forza Italia attacca: «L'allarme sulla crisi che sta investendo le piccole imprese è concreto», ha detto Marsilio; «Veltroni racconta le solite favole», aggiunge Baldi.