Saranno aperte oggi le buste per l'assegnazione della prima tranche dei lavori per salvare Nora dal degrado. DAL NOSTRO INVIATO ANDREA PIRAS PULA Il Parco archeologico di Nora, Sant'Efisio e dei Quattro mari diventa realtà. Il suo futuro, o una parte di quel grande progetto che farà piovere sulla "città antica" otto milioni e seicento mila euro, sta dentro le buste della gara d'appalto che proprio questa mattina saranno aperte in Municipio. In particolare a prendere corpo sarà la prima tranche dei lavori finanziati con quattro milioni e 185 mila euro grazie ai Piani operativi regionali. Fondi che permetteranno di mandare a riposo i vecchi percorsi in legno e quelle transenne ormai semi diroccate e corrose dalle intemperie e dal tempo. Di fatto, saranno migliorate le passerelle e soprattutto saranno interamente sostituiti i punti luce. Ma soprattutto Nora, in un futuro non certo lontano, potrà spalancare i suoi cancelli anche durante la notte. Il nuovo impianto d'illuminazione che l'impresa aggiudicatrice dell'appalto realizzerà tra le rovine punico-romane, consentirà di intervenire nei punti strategici valorizzando, scenograficamente, le rovine: i templi, l'anfiteatro, i nuovi scavi, la zona delle terme. Uno spettacolo autentico (così promettono a Pula) che le migliaia di visitatori di Nora (Sessanta, settantamila biglietti staccati ogni anno tra l'area archeologica e il museo Patroni di Corso Vittorio Emanuele) potranno godere anche dopo il tramonto, quando le rovine diventano ancora più suggestive e ricche di mistero. Ma fino ad oggi concesse agli ospiti esclusivamente nelle ore di luce. Il progetto Por prevede inoltre la creazione di un piccolo centro per la vendita dei biglietti, di libri e documenti, depliant e gadget in sostituzione dell'attuale struttura ormai obsoleta e traballante. E ancora la creazione di un vasto parcheggio più spostato verso la chiesetta di Sant'Efisio. Ma la parte più attesa del programma di tutela e valorizzazione delle rovine e strettamente legata all'istituzione del Parco di Nora, di Sant'Efisio e dei Quattro mari (un nome che racchiude l'anima stessa del parco archeologico) è quella del restauro dei mosaici. I gioielli della città fenicio-punico-romana che avevano urgente necessità di una vera e propria cura capace di fermare il degrado e salvarli da morte certa. «Un intervento che avrà però un finanziamento specifico di cinquecento mila euro garantito dal nostro bilancio», dice l'assessore alla Cultura, Augusto Porceddu. «I mosaici saranno letteralmente smontati, portati in laboratorio e qui rimessi a nuovo per poi essere ricollocati nella loro sede originaria. Tra l'altro altri cinquecento euro saranno spesi successivamente sempre per i mosaici ma per altri interventi in situ». Il Piano operativo regionale permetterà anche di operare nella cosiddetta piazza dell'anfiteatro, davanti al bar-ristorante, fuori dalle rovine archeologiche. «Qui - dice il sindaco Walter Cabasino - si cercheranno le tracce del vecchio anfiteatro romano di cui comunque sembra che siano rimaste soltanto le mura perimetrali». Fiore all'occhiello del progetto, il nuovo sistema di visita con l'utilizzo di un computer palmare, un vero cicerone multimediale che guiderà i turisti tra le rovine. Un prototipo di una guida virtuale su palmare basato sulla navigazione con il Gps e che costituirà la prima esperienza in Italia. In pratica sulle rovine verranno montate piccole piastre di silicio che invieranno una serie di dati all'identificatore Gps che il turista terrà in mano. In un attimo sul display del piccolo strumento apparirà l'edificio com'era un tempo e una serie di dati e approfondimenti in varie lingue. Intanto a Nora resta la polemica tra Comune e archeologi delle Università di Padova, Genova, Milano e Viterbo sulle condizioni in cui si trovano le rovine e su come siano stati lasciata una parte della città antica dopo la campagna di scavo di quest'anno. Sindaco e assessore hanno accusato i ricercatori di aver utilizzato materiali non propriamente adeguati alla bellezza e all'importanza delle rovine (bottiglie di plastica per proteggere i transetti metallici, «reti per le olive» per coprire alcuni punti indagati dagli archeologi, cartelli, vecchi assi di legno e grate arrugginite per coprire i fossati. «Materiale che non rende certo onore a Nora», dicono Cabasino e Porceddu. Che auspicano, comunque, un lavoro comune con i ricercatori per «il raggiungimento di un unico obiettivo: la salvezza della città antica».