A volo d'uccello sopra Axum, per scoprire la città dell'Etiopia dove sarà ricollocata la stele di Piazzale di Porta Capena, trasportata a Roma nel '37, in seguito alla conquista fascista del paese del corno d'Africa. Grazie alle sperimentazioni del Consiglio Nazionale della Ricerca, in collaborazione con università italiane e americane, la realtà virtuale consentirà di visitare i siti archeologi più importanti e lontani del mondo, stando comodamente seduti sulla poltrona di un teatro. Oggi sarà possibile assistere (presso la sede del CNR di Piazzale Aldo Moro) al workshop durante il quale saranno proiettate le ricostruzioni digitali del parco dell'Appia Antica, dei Fori Imperiali e di altre meraviglie dei beni culturali sparsi per il mondo. Il tutto attraverso un maxi-schermo a effetto tridimensionale. Indossando gli occhiali stereoscopici il «visitatore» potrà utilizzare un joy-stick e, cuccando sui link, avrà tutte le informazioni in merito al sito, proprio come se disponesse di una guida turistica. In pratica, potrà aggirarsi fra antiche rovine e paesaggi esotici proprio come se li stesse visitando di persona. In attesa che la sperimentazione si tramuti in risorsa per tutti i musei italiani, i ricercatori del CNR e gli studiosi venuti dagli Stati Uniti presentano - oggi e domani, l'ingresso è gratuito - lo spettacolo dell'antica capitale etiope. «La città apparirà com'era nel I-II secolo d.C., immersa nella vegetazione, con grandi palazzi e villaggi rurali - spiega Maurizio Forte, dell'Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali - e non mancherà nemmeno l'area nella quale verrà ricollocato il famoso obelisco». I ricercatori dell'Ucla di Los Angeles mostreranno la ricostruzione dei Fori Imperiali: si potrà visualizzare la mappa del Foro, analizzarne l'evoluzione architettonica sino al 500. d.C. e avvicinarsi ai principali monumenti ricostruiti nei minimi dettagli. Ma sarà possibile - stando seduti nel teatro allestito al Cnr - fare un salto anche al cimitero monumentale della Certosa a Bologna, nonché vagare tra le sale della. Casa del Centenario di Pompei, che riacquistano il loro antico splendore grazie alla computer-grafica, in una realtà che aspira ad essere più che virtuale, come spiega Sonia Pescarin, dell'Itabc. «L'obiettivo è innanzitutto quello di mettere a disposizione del pubblico tutte le innovazioni della ricerca. L'utente si troverà in una realtà aumentata, più che virtuale e potrà interagire, per la prima volta, con i beni archeologici: non si muove solo in uno spazio tridimensionale ma fruisce pienamente dei monumenti grazie alla multimedialità». Presentato per la prima volta in Italia, dopo l'esordio mondiale a Boston dello scorso anno, il Cnr punta a estendere l'applicazione delle tecnologie digitali all'archeologia a tutti i musei d'Italia, grazie ai finanziamenti del Progetto Finalizzato ai Beni Culturali dello stato. Il primo museo virtuale è stato realizzato a Padova, nella Cappella degli Scrovegni, ma, assicurano, presto anche a Roma sarà possibile coniugare archeologia e tecnologia digitale.